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PROMETEO BLOG - Yin -Yang e l'eterno mutamento - di Giuseppe Merlicco

PROMETEO A.S.D. A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Osservazione ·
Tags: osservazioneconsapevolezza


Vi sono delle Leggi fondamentali che governano il Cosmo: conoscerle o non conoscerle (e sapervisi regolare) può fare la differenza sulla qualità della nostra vita e delle nostre scelte.
Secondo antichissime culture, come quella cinese, la Legge principale che governa tutte le altre è la Legge del Mutamento, o della Vibrazione.
Nel più antico testo sapienziale cinese, l’I CHING, Il Libro dei Mutamenti, si distinguono tre specie di mutamento: il non mutamento, il mutamento ciclico e il mutamento che non ritorna al punto di partenza (o trasformazione).

“Il non mutamento allude alle Leggi fondamentali dell’Universo che formano la base, o il sistema di coordinate alle quali fare riferimento per regolare le proprie azioni: chi le ignora o non le rispetta è destinato a infrangersi contro le potenti reti di connessioni con le quali altrimenti entrerebbe in conflitto”. (tratto dall’I CHING)
Queste Leggi sono Energie, Potenze in azione che derivano da due Energie complementari che “Il Grande Trattato” (un antico commento all’I Ching) definisce con i termini di Yin e Yang.

All’inizio questi due termini indicavano ciò che è oscuro (yin) e ciò che è luminoso (yang), ma poi il loro significato si è esteso a tutte le coppie di opposti, come la notte e il giorno, il basso e l’alto, il femminile e il maschile, il vuoto e il pieno, la passività e l’attività, il riposo e l’azione, il leggero e il pesante, il freddo e il caldo, il morbido e il duro, e così via.

Su queste semplici e basilari concezioni si sono sviluppate le millenarie arti e scienze cinesi, come la medicina, le arti figurative, l’architettura, l’arte della guerra, l’agricoltura, le arti marziali, le scienze spirituali ed altre.
Ad esempio nell’arte di costruire e arredare, il Feng Shui, si tiene nella massima considerazione l’armoniosa combinazione energetica di forme e colori yin e yang (le forme tondeggianti sono yin, quelle spigolose yang; i colori freddi sono yin, quelli caldi yang), come anche per il funzionale utilizzo degli spazi (armonia tra vuoto e pieno).
Forse di primo acchito queste poche informazioni possono sembrare esotiche, lontane dai nostri costumi, poco utili nella vita pratica moderna e comprese da pochi, ma se ci si sofferma un po’ di più a riflettere sull’essenza di cosa significhi “armoniosa combinazione energetica”, scopriremo non solo che queste conoscenze sono fiorite un po’ dappertutto sul pianeta, nell’arte, nell’architettura come in molti altri campi del sapere, ma che anche noi stessi le mettiamo in atto istintivamente, solo che i saggi cinesi la elevarono a Arte.

Inoltre rappresentano un tesoro di conoscenze utili anche nei rapporti interpersonali. Ad esempio, tra due interlocutori chi parla è yang, penetrante-attivo, e chi ascolta è yin, ricettivo. Una corretta e armoniosa conversazione dovrebbe dare l’opportunità a entrambi gli interlocutori di esprimersi, ognuno coi propri tempi e ritmi. Ma spesso non è così. Si assiste a volte a lunghi monologhi di logorroici che non offrono spazio di “entrata” a chi li ascolta. Oppure a “dialoghi” dove tutti parlano ma nessuno ascolta. Che armonia c’è in questi casi? Quale comunicazione c’è?

E questo vale per mille altre questioni riguardanti le vicende umane, da quelle dei singoli individui nei rapporti tra di loro a quelle delle comunità e delle nazioni, fino a come è costruita una città o al nostro rapporto con la Natura.

E non credo sia tanto difficile affinare la nostra sensibilità a cogliere le infinite sfumature che intercorrono tra un estremo e l’altro, è solo questione di volontà, di apertura, di desiderio di armonizzarsi sempre meglio alla vita nei differenti contesti nei quali ci troviamo durante la giornata.
Un buon allenamento potrebbe consistere nel farci una lista di coppie di opposti e poi osservarne la presenza in tutto ciò che ci circonda. Potremmo osservare il nostro stile di vita, il modo di vestirci, di alimentarci, come regoliamo movimento e riposo o il sonno e la veglia. Oppure essere consapevoli dei colori dei nostri abiti, degli arredi, come sono organizzati i vuoti e pieni in casa e fuori casa. C’è da divertirsi, insomma.

Dedicarci con costanza per un certo tempo all’osservazione degli opposti (attività tra l’altro molto gradevole) può condurci a vedere chiaramente molte delle cause di armonia o disarmonia in noi stessi, nei rapporti con gli altri e in tutte le vicende sociali, piccole o grandi che siano.

Oltretutto è un bell’esercizio di presenza e di osservazione non solo delle infinite varianti di coppie di opposti, ma anche di presa di consapevolezza della realtà fondamentale e inconfutabile che “nulla è statico”, tutto è in costante mutamento. Ma c’è modo e modo di rapportarsi ai mutamenti: possiamo farlo casualmente e istintivamente, possiamo opporci o…elevarli ad Arte di vita, imparando a fluire nei mutamenti dell’esistenza senza perdere l’equilibrio interiore (wu wei). Perché non approfittarne?

Di Giuseppe Merlicco - insegnante yoga e meditazione - Torino


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