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PROMETEO BLOG - Perchè l'immobilità in meditazione ? - di Giuseppe Merlicco

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Pubblicato da in Meditazione ·
Tags: meditazioneconsapevolezza

La meditazione si può e si dovrebbe imparare a vivere anche nei diversi momenti della giornata, in tutti i frangenti, anche in mezzo al caos.
In un testo appartenente alla tradizione tantrica tibetana (attribuito al IX Karmapa, la più alta autorità all’interno di quella tradizione): “La Mahamudra che elimina il buio dell’ignoranza”, vi è una sezione dove si parla dell’esercizio della Mahamudra (Il Grande Sigillo, la più alta visione dell’unità dei due principi originari), da parte dell’Adepto esperto, tra la folla.
Essere in meditazione si può e si dovrebbe imparare ad esserlo sempre. Essere in unità si può e si dovrebbe imparare a esserlo sempre.
Però la pratica da seduti ha un valore del tutto speciale, anche se difficile da attuare. E’ difficile innanzitutto perché il nostro corpo - come ha fatto notare in un recente incontro il Maestro Andrea Di Terlizzi – è strutturato per muoversi.
Il nostro piede, le gambe, la colonna vertebrale…tutto il corpo umano è dinamico, è fatto per muoversi. E questo possiamo capirlo per diverse ragioni legate alla sopravvivenza fisica.
Ma anche la nostra mente è strutturata in modo dinamico, perché fondata sulla dualità, e il principio duale genera di per sé movimento, dinamicità.
Un aforisma taoista recita più o meno così a proposito dei due principi Yin-Yang: “Muovendosi si dividono, nell’immobilità tornano a fondersi”. Un po’ come due amanti che stando abbracciati sono in unità ma, tornando a muoversi, si separano.
E qui scopriamo il fattore fondamentale della meditazione da seduti: allenarsi a momenti di immobilità ci fa sperimentare “l’estasi della fusione”.
Scusate se è poco.
Seduti a gambe incrociate (ci siamo mai chiesti perché tutti i meditanti di tutte le tradizioni vengono raffigurati seduti a gambe incrociate?) le gambe si sentono autorizzate a calmarsi.
La colonna vertebrale si raddrizza, attenuando la sua forma aerodinamica. Gli occhi chiusi o semichiusi, fissi e immobili, e le mani in grembo fanno si che anche il pensiero, pian piano, si acquieti, e il cervello si sente autorizzato a rilassarsi.
A questo punto, man mano che sopraggiunge la quiete mentale, se non ci si addormenta si può osservare un interessante fenomeno: si possono sentire dei brividi di piacere nel cervello, brividi simili all’orgasmo, o come ghiaccio che si scioglie. E c’è una spiegazione a questo fenomeno.
Una spiegazione interessante, e come al solito divertente, l’ha data Osho. In un testo intitolato: “La visione tantrica” - una raccolta di dieci conferenze tenute in India sul Canto reale di Saraha -, Osho fa notare come le due parti del cervello siano collegate tra loro da una sottile lamella.
I nostri due emisferi cerebrali, come ben sappiamo, svolgono preminentemente funzioni differenti: una è legata alla razionalità, l’altra alla sensibilità e all’estetica; una è di tipo maschile, l’altra femminile.
Ebbene egli sostiene che noi passiamo periodicamente, durante la giornata, da un emisfero all’altro, e così viviamo in un costante altalenarsi delle due funzioni, esattamente come ogni quaranta minuti circa il flusso del respiro si alterna da una narice all’altra.
Osho, disquisendo su un verso di Saraha, dice: “…Coloro che sono troppo analitici, che interpretano, che pensano continuamente secondo categorie mentali, sono sempre divisi, schizofrenici. Per loro ogni cosa è un problema…” (ricordate i due principi Yin-Yang che si allontanano col movimento?).
E più avanti: “Il Tantra afferma che esiste uno stato di unità in cui il collegamento tra i due emisferi non è più un filo sottile: in questo stato le due parti della mente si fondono insieme….”.
Questo meraviglioso fenomeno, lo so per esperienza perché lo vivo da circa vent’anni, è dovuto all’immobilità e al silenzio, ed è dolce come un orgasmo continuo, senza fine.
Per questo spesso mi dico: “Se la gente sapesse il perché dell’immobilità in meditazione….”.

Di Giuseppe Merlicco - Insegnante Yoga e Meditazione Prometeo - Torino

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