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Pubblicato da in Yoga ·
Tags: yogaosservazione

I tempi che stiamo vivendo sono sotto gli occhi di tutti, tempi strani, imprevedibili, con cambiamenti talmente repentini da lasciarci spesso spiazzati, confusi, disorientati.
Dalla notte al giorno ci ritroviamo cambiate molte “regole del gioco” della vita, regole che pochi sembrano conoscere, e in men che non si dica ci ritroviamo fuori gioco, demodé, come vecchi dinosauri.
Per cavalcare il vento del cambiamento la parola d’ordine è “adattabilità”. Ma non è affatto facile adattarsi senza una preparazione preventiva. Per essere predisposti al cambiamento occorrono flessibilità, nervi saldi, mente lucida, un corpo forte, capacità di rimettersi costantemente in gioco (soprattutto dopo una brutta caduta).
Certo, possiamo iscriverci a un corso d’inglese, di informatica o di e commerce, ma una scuola di vita che ci prepari a cogliere le mille sfumature dei cambiamenti sociali non l’hanno ancora inventata, neanche pagando fior fior di quattrini. Per sopravvivere non resta che barricarsi dietro vecchi schemi e…tirare a campare.
Eppure qualcosa c’è che può aiutarci a mantenerci giovani, flessibili e al passo coi tempi. Stiamo parlando dello yoga e della meditazione.
Lo yoga ci prepara fisicamente ed energeticamente, forgia il nostro corpo e il carattere, offrendoci la possibilità di crescere in forza, flessibilità, determinazione, concentrazione ed energia.
La meditazione, invece, ci permette di accedere ad uno stato di coscienza che spazia oltre la mente meccanica e ripetitiva. Questo è possibile perché il potenziale della mente, come è ben risaputo, è di gran lunga superiore al semplice fare calcoli e imbottirsi di nozioni specialistiche. Nella mente esiste un vasto potenziale di natura emotiva e creativa che ben di rado andiamo ad esplorare e coltivare. Ed è proprio quel potenziale emotivo e intellettivo l’alleato che (grazie anche alla concentrazione allenata) può permetterci di “cavalcare l’onda del cambiamento”.
Il motivo è semplice da spiegare, ma difficile da comprendere. In “Padroni del vostro destino” è spiegato come il “centro intellettivo” (quello che stiamo chiamando mente) ha tre livelli differenti: un livello meccanico, uno emozionale ed uno intellettivo. Nella stragrande maggioranza dei casi l’uomo comune usa solo la parte meccanica, perché più facile da gestire: basta imparare qualcosa a memoria o imitando qualcun altro e il gioco è fatto.

A ben guardare è proprio così che impariamo le cose della vita, lavoro e relazioni comprese, attraverso l’educazione e l’imitazione. La pecca di questo sistema è che se vi sono delle novità esso non le coglie, non le comprende: per la parte meccanica della mente tutto è bianco o nero. Inutile dire che chi vive solo ed esclusivamente usando il nozionismo meccanico e abitudinario resterà spiazzato quando soffierà il vento del cambiamento nella sua vita.
Sono veramente poche le persone addestrate a usare anche la parte emotiva della mente (sulla intelligenza emotiva sono stati fatti numerosi studi, ma è ancora ben poco compresa), e sono ancora meno i “creativi” puri, coloro che usano la parte intellettiva del Centro Intellettivo.

Bene, il bello della meditazione - se praticata quotidianamente - è che fa accedere naturalmente all’intelligenza emotiva e creativa. Dopo un certo periodo di applicazione alla meditazione ci si accorge di notare molte più sfumature sensoriali. L’emotivo si fa enormemente più sensibile: una musica, i colori che ci circondano, i profumi, una relazione d’amore e mille altre percezioni vitali vengono colte meglio, e meglio sentite e comprese.

Anche il pensiero migliora, diventa più lucido, affilato, comincia a divenire più creativo e fluido.
Ecco perché quando spira il vento del cambiamento è tempo di praticare yoga (anche se è meglio iniziare prima per non trovarsi spiazzati).

Di Giuseppe Merlicco - Insegnante Yoga e Meditazione - Torino



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