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PROMETEO BLOG - Liberare la coscienza dall'ignoranza - di Giuseppe Merlicco

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Pubblicato da in Consapevolezza ·
Tags: consapevolezzaosservazione


Ogni coscienza individuale è pura, limpida e insostanziale ma, in uno stato ordinario di consapevolezza, essa è soggetta a subire varie forme di ignoranza riguardo alla propria “vera natura”.
Come conseguenza dello “spessore di ignoranza che la avvolge” la coscienza può identificarsi in modi più o meno profondi, densi e vincolanti con le infinite e sempre cangianti forme di sensazioni, pensieri ed emozioni che sperimenta. Queste “forme di ignoranza” hanno un tale potere fascinatorio sulla consapevolezza ordinaria da indurre la coscienza a “credere” di essere altro da ciò che in realtà è veramente. E questo viene chiamato Maya, Illusione.

Questo fenomeno di “caduta nell’illusione” nell’antica cultura greca è rappresentato drammaticamente dal mito del bel Narciso che, specchiandosi in uno stagno, si identifica col suo riflesso, se ne innamora, si tuffa nell’acqua per abbracciarlo e….annega.
Questo annegamento nell’illusione di essere “altro da ciò che siamo veramente” lo possiamo definire identificazione, identificazione che può essere più o meno intensa.

Vi sono infinite forme di occultamento della propria essenza, di rivestimento del sé, di illusione, di Maya, e tutte sono dovute all’inconsapevolezza. Queste forme di illusione nella Bhagavadgita vengono raggruppate in tre diverse densità: “…come l’embrione è coperto dall’utero, come lo specchio è coperto dalla polvere e come il fuoco è coperto dal fumo, così il sé è coperto da diverse forme di illusione….”.

Così, chi è completamente identificato col corpo, sensazioni, emozioni e pensieri lo può essere al punto tale che la “luce della propria coscienza” risulta pressoché invisibile alla consapevolezza di superficie. Una forma più attenuata è quella dello specchio coperto di polvere, oltre la quale si può intravvedere qualche riflesso di luce. E una forma ancora più lieve di illusione è quella paragonata al fumo che avvolge un fuoco, fuoco che risulta comunque già ben visibile.

Ecco….ciò che occorre per risvegliarsi al fuoco della propria vera natura è un “cambio di consapevolezza”, è un risvegliarsi, un disidentificarsi da sovrastrutture mentali, abitudini, consuetudini, credenze, idee, ossessioni…per semplicemente essere e fluire più liberamente (e consapevolmente) nell’esistenza.

Lo scopo delle tecniche meditative è proprio quello di liberare il nostro “vero sé”, la coscienza, dalle varie forme di ignoranza che la avvolge, calmando le “onde della mente”.
Nei momenti in cui ci si sente come coscienza che sperimenta il gioco della vita ci si sente “svegli” e più leggeri e si comincia a comprendere il vero significato dell’Amore e della Compassione.

Come conseguenza della liberazione progressiva dall’Ignoranza si ha una visione sempre più chiara di cosa è reale e cosa illusorio, dell’unità fondamentale di tutto ciò che esiste e di tutte le coscienze, coscienze tutte in viaggio verso il risveglio, e si vive un senso di pace e appagamento.
Poi naturalmente ci saranno cadute su cadute, e ogni volta si cercherà la forza per rialzarsi, e perché no? anche chiedendo aiuto a poteri spirituali superiori…ma si procederà, tutti assieme, finché non si diventa stabili in modo permanente nel “perfetto risveglio”.

di Giuseppe Merlicco - Insegnante Yoga e Meditazione- Torino

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