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PROMETEO BLOG - Ecologia della mente - di Giuseppe Merlicco

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Pubblicato da in Mente ·
Tags: menteosservazione

Il termine Ecologia fu coniato nel 1866 da Ernst Haeckel, un biologo tedesco, e deriva dal greco oikos, che significa “dimora”.
L’Ecologia è lo studio della dimora Terra, o meglio, delle “relazioni fra un organismo vivente e il mondo esterno circostante” inteso soprattutto come relazione tra uomini, piante ed animali.
Questo concetto fu poi associato ad altri come: “ambiente, biosfera, ecosistema, catene alimentari, rete, comunità…”.
Da allora ne è passato di tempo e la coscienza di ognuno di noi, grazie all’attivismo di molte persone, si è molto sensibilizzata su questo tema. Sembra che stiamo sempre più prendendo consapevolezza dell’interconnessione esistente fra tutte le forme di vita, e sull’importanza di un “sano equilibrio e di una sana diversità”, perché siamo inseriti in una “rete” che collega ogni singola vita a tutte altre.

Sempre più si parla di “rispetto per l’ambiente” e “coscienza ecologica”.

Ora proviamo a fare un parallelo tra “vita biologica e vita mentale?”. L’uomo non è fatto solo di vita organica, ma anche di pensiero, emozioni e sentimenti che “circolano”, oggi più che mai, ad una velocità quasi istantanea grazie al boom di reti di comunicazione quali la tivù, internet e facebook.

Mentalmente siamo collegati gli uni agli altri come lo sono, attraverso le radici, tutti gli alberi di una foresta.

Insomma, i nostri pensieri non sono confinati nella nostra mente, ma circolano da una mente all’altra. E se un tempo le comunità erano molto più isolate di oggi, la globalizzazione ha unito - almeno a livello di scambio di informazioni – tutti gli abitanti del pianeta.

E questo credo sia un bene per tutti.

Ma non possiamo non riconoscere che contemporaneamente vi è stata da un lato una “confusione delle lingue”, e dall’altra una globalizzazione dei modi di pensare e dei valori che rischiano di appiattire - se non di atrofizzare - il nostro “sentire diretto”.

Non solo. La facilità con la quale possiamo reperire informazioni ci dà l’illusione di poter sapere tutto. Di conseguenza ci formiamo opinioni su tutto solo perché l’abbiamo letto, senza averne avuta esperienza diretta sulla nostra pelle.

Oggi più che mai abbiamo bisogno di una “ecologia della mente”, abbiamo bisogno di far riposare il pensiero, di farlo decantare, per riappropriarci di quei contenuti che siano realmente nostri, e non di seconda mano.

Allo stesso tempo abbiamo bisogno di saper individuare quegli elementi emotivi e mentali che ci avvelenano e che avvelenano gli altri.

Occorre che ci riappropriamo della mente con dolcezza ma, allo stesso tempo con conoscenza di cosa fare, e con fermezza.

Dedicare del tempo alla meditazione, a momenti di silenzio più o meno lunghi, lo trovo indispensabile non solo per rigenerare la “dimora” della nostra mente, ma anche per riappropriarsene, iniziando con lo spostare l’attenzione dal pensiero ad un “sentire” diretto della realtà che ci circonda, senza il filtro del pensiero.

E per questo ci vuole un addestramento, che è un po’ come addestrare un cane.

Forse a questo riguardo ci può essere utile questo consiglio di Konrad Lorenz in ‘E l’uomo incontrò il cane’, e spostarlo dal cane alla mente: “…ritorniamo a quei tre punti dell’educazione canina che ogni padrone dovrebbe conoscere. Secondo me il più importante è l’ordine ‘a terra!’. Il cane deve imparare a sentirsi a terra, e a rialzarsi soltanto dopo averne ricevuto l’ordine…”.

Ricordiamoci che una ecologia della mente fa bene non solo a noi, ma a tutto il mondo col quale siamo in stretta relazione, vicino o lontano che sia, perché tutte le menti sono collegate.


Di Giuseppe Merlicco - insegnante yoga e meditazione Prometeo - Torino


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