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A.S.D. PROMETEO A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Consapevolezza ·
Tags: consapevolezzaosservazione


Avete presente quando siete in barca e all'improvviso arriva una tempesta? A quel punto ci sono due scelte, farsi sballottare da una parte all'altra aspettando che si calmi o fare qualcosa, alzarsi con il rischio di cadere o scivolare, cerare di prendere in mano la situazione e dirigerla verso la salvezza, per il tempo che durerà.
Nel primo caso, quello di lasciarsi sballottare, può anche essere una scelta saggia nel caso non sapessimo neanche da che parte iniziare a dirigere la barca, meglio farsi trasportare (se siamo a bordo con gente esperta).
Nel secondo caso, sappiamo cosa dobbiamo fare, sappiamo che dobbiamo fare qualcosa per noi e per il resto della ciurma.
In entrambi i casi, nei momenti di tempesta , bisognerebbe trovare un centro, per rimanere vigili, per capire cosa ci sta succedendo, per prendere meno botte e per non cadere in mare. Noi non siamo la tempesta, ma ci siamo dentro. Dal momento in cui si é a bordo, non si può scappare, bisogna rimanere. Molti vomitano, o si chiudono in cabina a dormire con la speranza che quando si sveglieranno sarà tutto finito e splenderà di nuovo il sole.
Per molti la paura e lo stress sono insostenibili, e incapaci di restare sulla barca cadono in mare e sono in totale balia della tempesta.
Nella vita ci possono sorprendere molte tempeste emotive, che in realtà avvertiamo gia prima in profondità, e un giorno spesso per motivazioni o variabili che non riusciamo a cogliere...semplicemente vengono in superficie.
La meditazione è un modo per imparare a rimanere calmi e vigili durante queste tempeste. È un modo per imparare a governare noi stessi. Per capire cosa dobbiamo fare. Meditare non vuol dire chiudere gli occhi e fuggire. Vuol dire chiuderli con il desiderio intenso di riaprirli più di prima. Di alzarsi e sapere cosa fare.


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