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PROMETEO BLOG - L'importanza di rilassare le tensioni croniche - di Giuseppe Merlicco

PROMETEO A.S.D. A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Yoga ·
Tags: yogaosservazione


Uno dei grandi benefici procurati dallo yoga, dalle tecniche meditative e da tutte le pratiche di rilassamento in generale, è quello di farci divenire consapevoli di tensioni e blocchi muscolari cronici presenti in noi, offrendoci contemporaneamente la possibilità di liberarcene.
Molti ricercatori - come Alexander Lowen e Moshe Feldenkrais - hanno dedicato la loro vita a studiare su migliaia di persone le indissolubili connessioni esistenti tra corpo, mente ed emozioni. Essi sono arrivati ad affermare che “il corpo-mente è un tutt’uno ”, e che gli effetti estremamente dannosi delle tensioni e dei blocchi muscolari cronici sulla qualità della nostra vita, affondano le loro radici su una educazione scorretta o da traumi emotivi vissuti nella primissima infanzia.
Le ragioni che sottostanno a blocchi e tensioni muscolari sono lunghe da spiegare e sono soggettive, ma una di queste può essere individuata in richieste (cosiddette “educative”) verso i bambini da parte degli adulti, che vanno molto al di sopra delle loro reali possibilità, o che vanno contro la loro volontà, generando senso di inadeguatezza, paure varie o reazioni avverse.
I tanti “doveri” di cui vengono caricati i fanciulli - doveri che prendono il posto degli “io voglio” – mandano messaggi contraddittori nella coscienza di sé e creano dei veri e propri conflitti nel sistema neuromuscolare in fase di formazione che, una volta adulti, rendono spesso difficile capire (o compiere) l’azione corretta, rilassata, spontanea.
“A volte siamo incapaci di mettere in atto certi impulsi perché li vogliamo troppo vagamente; abbiamo la sensazione del ‘dovrei volere’ invece di ‘voglio’…..le sensazioni del ‘dovrei’ o ‘non dovrei’ hanno carattere inibitorio”, scrive Feldenkrais ne “L’io potente”.
“…Feldenkrais…insisteva sul fatto che sia i nostri problemi, sia le loro soluzioni risiedono nel campo dell’apprendimento…Sosteneva che gli schemi muscolari-emotivi sono il prodotto dell’aver imparato ad agire nel mondo. La stessa capacità di apprendimento che ha reso possibile il nostro disturbo offre anche la possibilità di imparare nuovi modi di agire nel mondo” (L’io potente, Premessa).
Per farla breve: molti dei nostri schemi motori, linguistici e comportamentali, non rispecchiano ciò che avremmo voluto “essere”; questi sono il risultato di tutta una lunga serie di schemi comportamentali nati dalle pretese della società nei nostri confronti e mandati “giù di forza” quando non eravamo ancora in grado di capire, volere e scegliere.
Comunque sia, qualunque sia la causa che ha generato in noi delle disarmonie o limiti espressivi corporei o linguistici, resta il fatto dell’importanza primaria del lavoro sul corpo per “sbloccarsi”, ed è indubbio che lo yoga giochi un ruolo di primo piano a questo riguardo (gli stessi autori citati, e molti altri, ne hanno parlato bene o fatto uso di tecniche yogiche).
Rimanendo fermi in un asana si ha la possibilità di “affinare il sentire” e “rafforzare la volontà”. Nell’asana la nostra attenzione, costantemente esteriorizzata o distratta da pensieri ed emozioni fluttuanti e cangianti, si interiorizza, si volge all’ascolto del linguaggio del corpo. E possiamo crescere molto in questo tipo di ascolto. C’è molto da scoprire su noi stessi e, giorno dopo giorno, sadhana dopo sadhana vedremo crescere in noi la capacità di sentire e ascoltare il corpo, divenendo sempre più presenti anche durante il vivere quotidiano.
Inoltre l’asana, unitamente alle tecniche di respirazione e di rilassamento, ci permette di sciogliere le tensioni e i blocchi dei muscoli e delle articolazioni. La sensazione che ne segue è di benessere fisico ed emotivo, come quando ci si libera da un peso, da una costrizione o da un impedimento.
Ma occorre affinare la propria sensibilità attraverso la perseveranza nella pratica per capirlo in prima persona.
Il corpo è come un libro aperto per chi sa comprenderne il liguaggio: una posa, un gesto, un atteggiamento non sono solo quello che si vede all’esterno, ma esprimono “superficialmente” tutto un mondo sommerso fatto di infinite sfumature emotive, di dipendenze, desideri, paure e molto altro da percepire e capire.
Di certo il corpo ha la memoria lunga, e porta registrate dentro di sé molte delle esperienze passate, per questo è più facile “lavorare” con il corpo per individuare gli “elementi” estranei nei nostri comportamenti e liberarsene, e lo yoga è eccellente a questo fine.

Di Giuseppe Merlicco - Insegnante Yoga e Meditazione - Torino


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