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PROMETEO BLOG - Leggere tra le righe - di Giuseppe Merlicco

A.S.D. PROMETEO A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Consapevolezza ·
Tags: consapevolezzaosservazione

Ognuno di noi ha potenzialità delle quali, spesso, non è pienamente consapevole, di conseguenza non le coltiva e non ne gode i benefici. Una di queste potenzialità, a mio avviso di fondamentale importanza, è quella di avere la facoltà di "guardare" oltre le apparenze, oltre le regole scritte e formali della società (vissute dai più inconsapevolmente e passivamente).
Leggere tra le righe sta ad indicare questa nostra potenzialità di libera osservazione. È sforzarsi di cogliere il senso profondo di un discorso, di uno scritto, di un evento....persino di un oggetto.
Non voglio dire che le apparenze e le regole non abbiano il loro perchè e la loro importanza, una società ne ha bisogno. Ma una società libera è composta da individui liberi, da individui che all'occasione possono anche mettere in discussione le leggi e le regole. Voglio dire che "oltre" c'è altro da scoprire, aprendosi ad altri stimoli si scoprono nuovi aspetti dell'esistenza e altri modi di essere nei quali poter spaziare e sentirsi vivi e liberi di agire e sperimentare (o almeno provarci).
Ecco perchè è tanto ma proprio tanto importante coltivare questo tipo di osservazione libera.
"Leggere tra le righe" è una osservazione libera, e allo stesso tempo è una attività liberatoria. Proprio come nello Zen si dice che praticare Shikantaza (sedere immobili in Contemplazione) è una pratica liberatoria, cosi cercare il senso nascosto delle cose, sempre durante la giornata, è altrettanto liberatorio.
È un'azione libera in quanto ci permette di non "prendere" tutto alla lettera, di non dipendere esculsivamente dalla lettera, da regole concettuali stabilite da chissà chi e chissà quando. È libera, perciò, da possibili "manipolazioni" della nostra coscienza da parte di terzi.
Una siffatta "visione libera" è liberatoria perchè ci libera anche interiormente. Libera la nostra coscienza da milioni di opinioni, di idee a priori che abbiamo sulla vita e su noi stessi, illudendoci di sapere. Ammaestrati come siamo a vivere di codici, regole, dogmi, frasi fatte e comportamenti stereotipati fino a che punto possiamo affermare che i nostri pensieri (e di conseguenza le nostre azioni) sono veramente farina del nostro sacco? E se fossero proprio le nostre "costruzioni mentali" a impedirci di "vedere con occhi nuovi" e sentirci veramente vivi e liberi?
I praticanti di meditazione sanno che questa sfocia naturalmente nel samadhi. Esistono due aspetti del samadhi: savikalpa samadhi e nirvikalpa samadhi. Savikalpa samadhi significa che si è raggiunta la consapevolezza dell'unità originaria ma che restano ancora delle costruzioni mentali (vikalpa), cioè pensieri, idee, ricordi, immaginazione, che non vanno necessariamente combattute, ma solo osservate per ciò che sono: costruzioni della mente. Grazie all'assidua osservazione distaccata pian piano la coscienza si emancipa dal giogo delle costruzioni mentali e gusta per intervalli sempre più lunghi l'assenza di pensieri (nirvikalpa). In questo stato lucido e sveglio cadono le barriere mentali illusorie, e la realta' irrompe e si manifesta in tutta la sua variegata e multiforme maestosità.
C'è molto da leggere tra le righe...
Anche gli esperti di comunicazione sanno bene che tra una parola e l'altra vi sono "altri" messaggi che inviamo e riceviamo (se siamo svegli e attenti), messaggi più autentici, e chiamano "incongruenza" la mancata corrispondenza tra linguaggio verbale e linguaggio fisico (fatto di gesti, pose, tono di voce e sguardi). Ad esempio, a parole possiamo anche dire "ti amo", ma sono poi i nostri occhi, il tono di voce e le azioni a rivelare la verità sui nostri reali sentimenti.
Allenarsi a non dipendere dalla "lettera" scritta e parlata è liberatorio e allo stesso tempo ci permette, quando lo vogliamo, di saper veramente ascoltare, parlare e scrivere.
Liberarsi dalle opinioni nostre e altrui, o riconoscerle per quello che sono, permette di cogliere meglio il senso della realtà.
La vita...gli altri, mandano infiniti messaggi che chi sa come liberarsi dagli oscuramenti linguistici può leggere chiaramente. Può essere un'esperienza bella, elettrizzante e liberatoria (ma può anche essere destabilizzante) muoversi nei vasti spazi di realtà fuori dai nostri schemi abituali. E all'inizio può bastare solo cambiare piccole abitudini.
Una vita vissuta con tutto il proprio essere, a partire dal corpo e dai sensi, cercando di essere desti, con gli occhi bene aperti (non solo rivolti all'esterno ma anche dentro di noi) osservando le variazioni emotive e gli stati d'animo generati da sensazioni, pensieri, ricordi, fantasie e sogni ad occhi aperti, è "leggere tra le righe", ed è senz'altro una vita più piena ed appagante...se non altro più vicina alla realtà.
Ma non bastano le buone intenzioni per arrivare a questa attitudine vitale: svegliarsi, vivere pienamente, giorno dopo giorno, possibilmente armoniosamente e nel pieno rispetto degli altri, è un'arte, una vera e propria scienza umana e divina coltivata da millenni sia in Oriente che Occidente. Lo Yoga, la Meditazione, le pratiche taoiste, sufi, cristiane e tantrike, fanno tutte parte di un percorso di autoliberazione dall'attitudine passiva dell'essere umano ad essere governato da altri attraverso la lettera scritta e parlata e dalle regole imposte.
È bello sapere che esistono delle vie d'uscita dalla passività e dall'inconsapevolezza, che è possibile "leggere tra le righe" per cogliere altri frammenti di verità.
Non è forse bello sapere che siamo liberi di scegliere?
Ma chi pensa di essere già libero non sapra' che farsene di questi discorsi.

Di Giuseppe Merlicco - insegnante yoga e meditazione - Torino


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