PROMETEO BLOG - Il grande aiuto - di Antonella Spotti - Esperta Arte della consapevolezza - PROMETEO BLOG - A.S.D. PROMETEO A PROMOZIONE SOCIALE

Vai ai contenuti

Menu principale:

PROMETEO BLOG - Il grande aiuto - di Antonella Spotti - Esperta Arte della consapevolezza

A.S.D. PROMETEO A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Consapevolezza ·
Tags: consapevolezzaosservazione



Spesso quando entro nella sala di pratica verso le 18 vedo arrivare le persone appesantite dalla giornata.
E’ già quasi sera e l’energia è stata spesa abbondantemente nelle mille attività quotidiane.
Si potrebbe pensare che la cosa migliore in questi casi sia rilassarsi, coricarsi sul tappetino e chiudere gli occhi.
Invece io chiedo ai miei allievi di seguire con intensità la lezione, concentrando l’energia che è a loro rimasta interamente nell’azione, senza preoccuparsi della sensazione di stanchezza, ma convivendoci, accettandola.
Si inizia spesso con la pratica di surjanamaskara. E’ faticoso eseguirlo, specie le prime esecuzioni perchè il corpo rivela tutte le tensioni e la debolezza dei muscoli.
Ma esecuzione dopo esecuzione qualcosa inizia a rispondere. E’ come se il corpo ringraziasse per essere condotto all’interno della pratica.
Si inizia a sentire il respiro più libero ed il diaframma inizia a muoversi in modo ampio. Talvolta qualcuno inizia a sbadigliare.. buon segno.. è il diaframma che si sblocca.
Il movimento del corpo in sintonia con il respiro torna a far circolare l’energia e a sbloccare i muscoli irrigiditi dallo stress. Le tossine fisiche e psichiche vengono condotte verso le vie di eliminazione e si finisce la pratica nella condizione ideale per potersi abbandonare ad un rilassamento rigeneratore.
Prima non sarebbe stato possibile, non con questo grado di efficacia.
Qualcuno invece ama concludere la giornata shakerando il corpo per scaricare stress, per esempio correndo sul tapirulan o facendo spinning o hip hop, o zumba…e indubbiamente può essere divertente.� Si giunge a scaricare lo stress portando il corpo ad un punto limite, alla fine uscendo dalla palestra si ha solo voglia di tornare a casa e di dormire.
Ma la rigenerazione di cui parlo, si ottiene sottraendo energia alla mente meccanica e riconducendola verso il corpo in modo consapevole. La pratica dello Yoga lenta e progressiva, rispettosa del corpo e dei suoi limiti, porta alla rigenerazione.
La sadhana, cioè la successione di posture yogiche guida l’energia in circuiti ben precisi, le nadi, dove come in un circuito elettrico, scorre l’energia vitale, che viene riattivato grazie alla pratica contemporanea di postura fisica e pranayama.
Lo Yoga non è uno sport, è una scienza sperimentata. Non a caso nel 2016 è stato inserito dall’Unesco nella lista dei beni immateriali Patrimonio dell’Umanità.
Grazie alla pratica dello yoga si crea ordine nella nostra energia, da quella più densa il corpo fisico, a quella più eterea e impalpabile, l’emotivo e il mentale. E questo ordine da una sensazione di leggerezza e benessere, ma lo Yoga ha in sé il potere di portarci ancora più lontano.. fino a percepire qualcosa di assolutamente extra-ordinario che nella tradizione viene definito Samadhi.
Comunque concentriamoci sul potere dello yoga a breve termine, di generare ordine e rigenerazione sul piano psicofisico.
Appena ci alziamo al mattino quasi tutti iniziamo a pensare, a quello che dobbiamo fare, a dove dobbiamo andare, a chi dobbiamo incontrare. I problemi della sera precedente che nel migliore dei casi erano spariti durante la notte, ricompaiono, e già al termine della colazione.. siamo “in pista”. Stiamo correndo per fare e per dimostrare. Acceleriamo, ma sappiamo già che non riusciremo a fare tutto quello che ci siamo preposti.
Talvolta raggiungiamo la meta, altre volte continuiamo ad inseguire la meta, come quei simpatici criceti che continuano a correre sulla ruota.
E ci restiamo tutto il giorno. Ovvio che alla sera siamo stanchi.
La maggioranza della nostra energia viene assorbita dal pensiero, ma sono soprattutto i pensieri meccanici che ci stancano. Il pensiero creativo, realizzare un progetto, trovare una soluzione a qualcosa che stiamo creando, non ci da la stessa sensazione di stanchezza.
Mentre il pensiero meccanico sottrae energia, e non ce ne accorgiamo. Anche il meccanismo dei social, l’assorbire migliaia di dati su tutto e tutti, spesso notizie negative o inutili, è comunque stancante. La stanchezza progressiva ci porta ad avere meno filtri, siamo più vulnerabili, più influenzabili. I pensieri che si affacciano alla nostra mente, generano reazioni emotive, talvolta emozioni negative e queste si fissano nel corpo come contratture muscolari, o problematiche che interessano organi interni. Viene influenzato anche il nostro respiro che diventa corto, il diaframma tende a bloccarsi.
Il nostro corpo si affatica e superata una certa soglia di stress, siamo nell’impossibilità di ricaricarci.
La pratica dello Yoga e della meditazione, ma anche il tai chi chuan generano una vera e propria “ricarica”. Fanno un reset, generando ordine.
Anche il sonno genera un processo di ricarica. Ma resta un processo meccanico.
Invece la pratica di queste discipline in uno stato di autocoscienza genera qualcosa di straordinario che il sonno non può dare. Dall’ordine e dalla ripresa del governo su noi stessi nasce un processo completo di purificazione e rinascita. Ci dirigiamo progressivamente verso uno stato di Consapevolezza e questo stato ci prepara a vivere la vita in modo meno meccanico, siamo sempre meno schiavi e più padroni di noi stessi.

Di Antonella Spotti - Esperta Arte della consapevolezza



Bookmark and Share

Torna ai contenuti | Torna al menu