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PROMETEO BLOG - L'importanza dell'ordine - di Antonella Spotti

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Pubblicato da in Consapevolezza ·
Tags: consapevolezzaosservazione



Praticare una disciplina che porta alla consapevolezza è fare ordine.

Nella confusione e nella dispersione della vita quotidiana, possiamo creare ordine grazie alla pratica dello yoga, della meditazione, del pranayama, del tai chi chuan  e di kinesis defence.

Questo vale sia che pratichiamo in gruppo, sia che pratichiamo da soli.

Perché la pratica sia ottimale, abbiate cura del luogo in cui vi trovate, che deve rispondere ai requisiti di pulizia, sobrietà, essenzialità, adeguata temperatura ed umidità, illuminazione consona al tipo di pratica, musica soft o semplicemente silenzio.

Abbiate cura di voi stessi, a partire dall’igiene del corpo (sarebbe bene fare una doccia prima di praticare, specialmente prima della  meditazione). Evitate profumi sintetici sulla pelle, al massimo una goccia o due di pregiato olio essenziale al sandalo, o floreale, come la rosa o il gelsomino.

Indossate per la pratica abiti in tessuti naturali – cotone, seta, viscosa - possibilmente senza nulla di metallico, comodi e non costrittivi. Scegliete con cura anche il colore, che potrebbe variare a seconda del vostro stato emotivo. Evitate di indossare cose trasandate.

I piedi dovrebbero essere nudi per favorire la circolazione energetica.

Vi consiglio di togliere orologi ed altri monili, anche gli occhiali se proprio non sono necessari.

Per le donne con capelli lunghi, consiglio un’acconciatura che non crei alcun disturbo, evitate elastici troppo stretti, nastri o altro che produca tensione sul cuoio capelluto.

Accessori utili per la pratica yoga e meditativa sono un tappetino e uno zafu (cuscino di meditazione), che è buona cosa trattare con rispetto, senza prenderli a calci e senza lanciarli in aria, per spostarli (non sorridete…l’avrete visto fare molte volte).

Silenziate il cellulare, se possibile lasciatelo all’esterno del luogo in cui vi trovate.

Assicuratevi di avere a disposizione il tempo necessario per eseguire la pratica prescelta.

Accendete un incenso, evitando quelli di scarsa qualità, perché sono nocivi. Se vi fa piacere, potreste accendere una candela.

Qualsiasi altro oggetto vicino durante la pratica, dovrà avere per voi, una particolare pregnanza, altrimenti è meglio uno spazio vuoto.

Alla luce di quanto elencato, prepararsi alla pratica diventa un rituale che ha il potere di creare una vera e propria diga alla dispersione e alla frammentazione della giornata e ci predispone ad una sadhana più consapevole.

Mentre mettiamo ordine nell’ambiente e in noi stessi, iniziamo ad orientarci  verso un ascolto più interno.

Non sottovalutate questi aspetti considerandoli superficiali… non lo sono affatto: è necessario essere molto esperti, per non farsi influenzare da elementi disarmonici.

A partire dalla mia esperienza, è importante saper riconoscere l’ordine e saperlo attuare, cioè essere capaci (praticamente, non teoricamente) di crearlo.

Perché l’ordine esterno influenza la nostra mente e la calma.

Perché tutto ciò che è ordinato favorisce l’armonia e la consapevolezza.

Le discipline elencate in apertura, sono favorite dall’ordine, ma a loro volta generano ordine.

Facciamo l’esempio dello Yoga: ogni posizione è espressione di ordine e armonia.

Ogni asana è un’opera architettonica. Il corpo viene condotto ad assumere geometrie ben precise, in cui ci si stabilizza, cercando la perfezione, che è ordine estremo.

La consapevolezza sul nostro respiro è ordine.

Mantenere la nostra mente focalizzata è ordine.

Per tutta la durata della sadhana restiamo stabili in uno spazio-tempo dove l’ordine permea ogni azione.

Sarà facile mantenere ordine in noi e attorno a noi, anche al di fuori dei momenti di pratica, quando avremo raggiunto stabilmente un sufficiente grado di consapevolezza,

Ma finchè non sarete in grado di dimorare in un centro stabile….guardatevi dal disordine.

Il disordine sottrae energia (non solo perché abbiamo bisogno di un mare di tempo per trovare le cose) ma anche perché crea dispersione mentale.

Ogni volta che percepiamo il disordine, il nostro cervello riceve un messaggio di disarmonia ed è come se ci affaticassimo, perdendo un po’ di energia.

E’ vero che si può cogliere l’ordine nel disordine, la legge nel caos (e che si può cogliere l’alba dentro un tramonto)…ma voi siete capaci di farlo in tutta sincerità?

Se rispondete si a questa domanda… potete anche essere disordinati…altrimenti è meglio fare ordine.

Di Antonella Spotti - Arte della Consapevolezza


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