PROMETEO BLOG - Essere riconoscenti - di Giuseppe Merlicco - PROMETEO BLOG - A.S.D. PROMETEO A PROMOZIONE SOCIALE

Vai ai contenuti

Menu principale:

PROMETEO BLOG - Essere riconoscenti - di Giuseppe Merlicco

A.S.D. PROMETEO A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Osservazione ·
Tags: osservazioneconsapevolezza



Sicuramente ognuno di noi ha vissuto momenti nei quali ha apprezzato qualcosa. A generare apprezzamento può essere stato un regalo ricevuto, un gesto gentile e inaspettato da parte di qualcuno, una esperienza estremamente gradevole fuori dai normali schemi…
Si può provare apprezzamento in una marea di circostanze. Possiamo avere apprezzato un nuovo alloggio, una nuova auto, un libro ben scritto che ci ha offerto la visione di nuovi punti di vista e tanto altro.
E questi sono solo alcuni esempi.
Addirittura si può aver provato apprezzamento per aver recuperato la salute dopo una malattia o dopo un momentaneo malore, oppure per il ritorno alla “normale” funzionalità di un arto ferito o inabilitato ad agire.
E’ anche possibile che i più sensibili e fortunati abbiano vissuto un prolungato stato di apprezzamento per come andava la propria vita in generale, apprezzamento per la compagnia di familiari e amici, per un compagno/a, per la casa in cui si viveva, per il proprio lavoro e mille altre cose. E forse abbiamo sperimentato cosa significa “essere riconoscenti”.
Poi, chissà come, abbiamo perso quello stato di grazia, e le cause possono essere state di varia natura: può essere che la routine quotidiana ha reso opachi i nostri sensi, o forse siamo stati feriti e ci siamo chiusi in noi stessi, avendo perso fiducia nel mondo e negli altri; oppure l’eccessiva quantità di benessere ci ha fatto perdere la visione del valore delle cose, anche di quelle semplici, scontate, come l’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo, il cibo e tutte le belle cose che la vita ci offre a piene mani.
I più sfortunati sono scivolati nel tunnel della droga o della depressione, nel quale tutto e’ diventato buio e nulla sembra offrire loro conforto. Altri, altrettanto sfortunati, per difendersi dal mondo esterno pian piano si sono costruiti delle corazze, e così facendo si sono isolati dal mondo e si sono induriti dentro.
Eppure tornare ad apprezzare è possibile, è possibile aprire gli occhi al valore delle cose, piccole e grandi. E’ possibile liberare la propria mente dai veli che la offuscano, recuperando la freschezza della vita.
E sicuramente il primo passo da fare è quello di indagare in se stessi (o farsi aiutare, se necessario) per individuare le cause che ci hanno condotto a vivere una vita piatta, vuota o chiusa e piena di paure.
Contemporaneamente - poiché la mancanza di apprezzamento è un problema mentale, e basta guardare i bambini che essendo liberi mentalmente apprezzano quasi tutto - può farci un gran bene spostare spesso l’attenzione sul corpo. Praticare dello sport, arti marziali o yoga aiuta molto a liberare la nostra energia vitale, deviandola da una mente chiusa dietro le proprie ossessioni all’immediatezza del corpo.
Vivere di più nel corpo è straordinariamente importante per vivere il “qui e ora” a mente libera. Ma saper vivere nel corpo è un’arte, una scienza - tra l’altro molto antica – che è bene apprendere da chi conosce le dinamiche sopra descritte, le ha vissute in prima persona e le ha superate.
Un altro modo eccellente per tornare a vedere con freschezza la vita è la meditazione. Meditare è come digiunare, e come un digiuno può farci tornare ad apprezzare il cibo che mangiamo così con una mente allenata a digiunare, in meditazione, si può tornare a riconoscere il giusto valore delle cose.
Non solo, la meditazione può aprirci “nuovi orizzonti” e farci vedere e apprezzare cose delle quali neanche sospettavamo l’esistenza (o alle quali non davamo il giusto valore).
Di sicuro la meditazione conduce a un vero stato interiore di apprezzamento, e risveglia in noi un senso profondo di riconoscenza, quella riconoscenza che è un “ri-conoscere”, cioè vedere con occhi nuovi, conoscere di nuovo, vedere una qualunque cosa come se fosse la prima volta.
Anche ciò che pensavamo di conoscere bene può essere visto come se fosse “la prima volta”, e ciò è possibile attraverso l’arte di liberare la mente da quella cieca, meccanica e automatica presunzione di sapere e di conoscere veramente oggetti, persone, la vita e tutto il resto.
Chi pratica meditazione regolarmente può sicuramente confermare come spesso (o costantemente) vive un senso di profonda riconoscenza e stupore per tutto ciò che esiste al mondo, pur riconoscendone il carattere illusorio ed evanescente.
Tornare a ri-conoscere è possibile, possibilissimo. Vedere costantemente da nuovi punti di vista e possibile, tutto sta nell’avere il giusto stato di coscienza, cioè una coscienza libera dal vissuto, dal “l’ho gia visto, lo conosco”…allora la vita diventa un viaggio pieno di tante sorprese.

Di Giuseppe Merlicco -Insegnante Yoga e Meditazione - Torino


Bookmark and Share

Torna ai contenuti | Torna al menu