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PROMETEO BLOG - La meditazione: verso la libertà - di Giuseppe Merlicco

PROMETEO A.S.D. A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Meditazione ·
Tags: meditazioneosservazione



In tempi come questi, dove niente è sicuro e stabile per più di cinque minuti….dove ti cambiano le regole del gioco mentre dormivi, e ti risvegli al mattino spaesato e confuso non sapendo più chi sei e in che mondo ti trovi...
In tempi come questi è più che mai necessario essere centrato, sveglio e veloce, non solo per inseguire la palla, ma soprattutto per schivarla (oppure per chiederti se la “palla” che stai rincorrendo con tanta fatica sia quella giusta, se corrisponde ai tuoi reali desideri).
In tempi come questi, insomma, dormire identificati in personaggi stereotipati, massificati e spersonalizzanti, non ripaga. Non ci rende più stabili.
E non ci rende certamente svegli e liberi.
Così come non ripaga neanche improvvisarci degli alternativi: vestire in modo diverso, pettinarci in modo diverso, usare un diverso linguaggio... E non ripagano di certo la ribellione, il conflitto…la lotta contro uomini e istituzioni: non è quella la via giusta.
Non è quello il modo per svegliarci, o per divenire più stabili e liberi.
Più utile, invece, il coraggio di “individualizzarsi”. Allenarsi a pensare con la propria testa e sentire col proprio cuore.
Con coraggio e sincerità. Seguendo un serio training che ci insegni “come” farlo.
Però la cosa non è così facile. Soprattutto perché siamo convinti di pensare già con la nostra testa e di sentire col nostro cuore. Inoltre se l’abuso della mente calcolante, razionale, si è rivolto contro di noi - facendoci diventare dei numeri di password, dei codici fiscali, delle cifre fra tante, a discapito del lato puramente sensibile del nostro essere -, allora è tempo di tornare a coltivare anche questo lato “sensibile”.
A questo fine è utile mettere ogni tanto in stand by la mente meccanica, perché è nella meccanicità che si specchiano e si rigenerano all’infinito tutte le strutture ideologiche messe in moto dall’intelligenza. Queste strutture ideologiche - fatte di parole, numeri e immagini -, pur utili sul piano creativo, per la nostra coscienza diventano come un’affascinante gabbia che ci impedisce di sentirci come “spazio interiore libero e stabile”. Affascinare e far dimenticare la propria vera identità è l’eterno gioco di Maya, la Grande Illusionista, la Grande Gabbia.
Quando sapremo usare liberamente e intelligentemente il pensiero e quando, allo stesso tempo, sapremo fare vuoto e silenzio in noi stessi, anche se per poco, ma con costanza, allora saremo a due passi dalla libertà.

Di Giuseppe Merlicco - Insegnante di Yoga e Meditazione- Prometeo - Torino


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