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PROMETEO A.S.D. A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Consapevolezza ·
Tags: consapevolezzayoga

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Si dice spesso che bisogna praticare senza aspettative. Però questo può portare a una sorta di anestesia. Si pratica passivi, perché “Tanto non devo avere aspettative”, “Devo stare con i piedi per terra!”.
Avere un’aspettativa significa avere un emotivo in movimento. Significa essere identificati in un’idea, in un ruolo, in una speranza, in un rimpianto e quindi fondamentalmente non si è nel “momento presente…nel qui ed ora”. Questo concetto è di per sé corretto.

Tuttavia ricordo che quando iniziai a praticare Yoga, Meditazione e Arti Marziali io avevo molte aspettative. Capivo di essermi affacciata ad una dimensione incredibile, ed ero affascinata dal potenziale, leggevo “Autobiografia di uno Yogi” di Paramahansa Yogananda, e altre testimonianze di Yogi indiani ed europei sugli effetti incredibili delle tecniche Yogiche,di pranayama, bandha, Krya. Leggevo di stati di coscienza “diversi”che potevano essere raggiunti attraverso la pratica della meditazione. Leggevo delle tecniche energetiche dei monaci taoisti, e dei monaci shaolin, che si sottoponevano ad allenamenti incredibili e che facevano cose “impossibili”.
Ero estremamente meravigliata da tutto ciò di cui venivo a conoscenza, e avevo una grande voglia di scoprire….se era vero.

Ecco io vedo oggi una certa freddezza nell’approcciarsi a queste meravigliose discipline… Qualcosa di chirurgico, qualcosa di molto “anatomo-fisiologico”, concettuale, senza “sbavature”.
Non si può praticare in anestesia, bisogna sperimentare, sperimentarsi, produrre onde nell’emotivo, per scoprire qualcosa in più di se stessi. Bisogna usare l’onda dell’energia emotiva e veleggiare su di essa. Qualche volta ci travolge. Capita.

Una frase che sentii molti anni fa, mi colpì molto, ovviamente allora non avevo ancora gli strumenti per comprenderla, ma sentivo che racchiudeva un segreto. La ripropongo a voi.
E’ un famoso detto di Ch’ing-Yuan: “All’inizio le montagne erano montagne e le acque erano acque, quando penetrai nella sapienza zen le montagne non erano più montagne e le acque non erano più acque, ma quando raggiunsi l’essenza dello zen le montagne furono di nuovo montagne e le acque di nuovo acque.”

Per concludere vorrei dirvi: accorgetevi di desiderare qualcosa, muovetevi per raggiungerlo, non autocommiseratevi se non ci riuscite o se ci vuole più tempo del previsto…. Vivete ogni istante della vita con tutta la forza che avete dentro, perché l’unico tempo che esiste è solo il presente. Con o senza aspettative.

Di Antonella Spotti - Esperta nell'arte dell'esser consapevoli


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