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PROMETEO BLOG - Non c'è costrizione nella fede (Corano 2:256) - di Andrea Di Terlizzi

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Pubblicato da in Religione ·
Tags: religioneconsapevolezza


Il Marocco ha decretato che qualsiasi musulmano, se lo desidera, può cambiare fede religiosa senza subire un processo. Si tratta di una svolta storica, considerato il fatto che in molti luoghi di fede musulmana l’apostasia è punita con la morte.

Va detto che anche altri paesi di fede islamica hanno deciso di aderire al progetto di risoluzione del Consiglio per i Diritti Umani proposto dalle Nazioni Unite, che implica: “L’importanza di tutelare il diritto di ogni individuo di scegliere la sua fede religiosa, potendola praticare liberamente” e garantendone l’insegnamento.

Momento storico veramente particolare quello che stiamo vivendo: in uno dei paesi più liberali d’Occidente, gli Stai Uniti d’America, assistiamo alla nascita di un governo che sembra muoversi in una direzione di chiusura e protezionismo anacronistici, per altro seguito anche in Europa dall’ideologia nazionalistica e chiusa di Marine Le Pen (auguriamoci che i francesi mostrino la medesima apertura mentale dei molti americani che nel loro paese contrastano con toni risoluti le scelte di Donald Trump).
Per contro, proprio all’interno di quell’Islam additato come il più oscurantista, per tradizione secolare, osserviamo grandi movimenti di rivolta popolare (spesso e volentieri portati avanti da coraggiose e illuminate donne) e scelte politico–religiose che mostrano una volontà di progresso mentale di tutto rispetto.

Questa è un’epoca di contrasti e controsensi e forse ci vorranno cinquanta o cento anni per capire pienamente l’importanza di questo periodo storico. La politica (meglio dire i politici che non hanno più ideali) hanno perso il rispetto dei cittadini, le religioni costrittive e coercitive stanno perdendo forza e cercano di riguadagnare terreno in modi diversi (nei casi dell’estremismo religioso attraverso la violenza, in altri casi tramite nuovi sistemi di marketing promozionale).
La scienza, con la fisica moderna, sconfina nella filosofia e nella fantascienza (finalmente si respira), la medicina asservita allo strapotere delle multinazionali farmaceutiche deve ora preoccuparsi del diffondersi di un informazione meno schiava dei poteri economici, merito anche di Internet e di molti specialisti che incominciano a seguire la loro coscienza.
Per contro, ovunque guerre, fame, governi che non sanno gestire i gravi problemi mondiali (o che hanno altri interessi).
Movimenti di pensiero che spingono per tornare indietro di un secolo e altri che finalmente fanno sentire la loro voce per fortificare e rilanciare visioni più illuminate della vita, per la salvaguardia del pianeta e dei diritti umani.

È un’epoca di grandi contrasti, dove sembrano delinearsi precise linee di pensiero che premono in direzioni opposte. La scelta del Marocco dovrebbe essere di esempio per tutti. Non esiste bene più prezioso della Libertà, in tutte le sue forme.
Si può discutere e teorizzare su tutto, ma proprio su tutto, fuorché sull’umano diritto di scegliere la propria vita e ciò in cui ognuno vuole credere.

La libertà di pensiero e di sperimentazione individuali non sono solo un diritto civico e civile, ma anche l’unico strumento possibile per una maturazione dell’essere umano; per un singolo uomo o donna, per un popolo, per l’intera razza umana.
Senza la possibilità di scegliere, la vita è una schiavitù. Senza la possibilità di sperimentare liberamente, studiando e conoscendo qualsiasi cultura e modo di vita differenti, la scelta diventa impossibile.

Teoricamente il concetto di “democrazia” è dato per scontato in tutto l’Occidente. In realtà nell’essere umano sono ancora presenti il bisogno di asservire gli altri alla propria linea di pensiero, come anche la paura di essere liberi, veramente liberi. Liberi di cambiare religione, liberi di non credere in Dio, liberi di amare chi si desidera amare! Tanto liberi, così profondamente liberi, da poter accettare chiunque e qualsiasi pensiero senza l’atavico istinto a proteggersi e combattere ciò che non si comprende.

In un vecchio testo di una canzone scritta da Mogol e cantata da Battisti, si ritrova questa frase: “Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnate”.
È vero, perché non può svilupparsi una versa Saggezza senza una vera libertà; e non può esserci libertà quando il timore di sbagliare diventa un pantano nel quale affondare lentamente anno dopo anno.
Su questo molte religioni e poteri forti hanno basato la loro demagogia: sulla paura di sbagliare e perdere la grazia, o i favori del potere.
Da questo punto di vista, forse, i conflitti e il crescere di fazioni che osserviamo nel mondo non sono soltanto un male, perché spingono le persone più pronte a uscire dal torpore, per dare voce alle loro coscienze e dichiarare il diritto alla Libertà.
Perché per sviluppare una mente pensante, bisogna pensare e… qualche volta, lo si fa solo quando eventi esterni ci costringono a farlo.

Di Andrea Di Terlizzi



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