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PROMETEO BLOG - Black Out - di Antonella Spotti

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Pubblicato da in Consapevolezza ·
Tags: consapevolezzaosservazione


Quando osservate la comparsa di emozioni/pensieri negativi e non riuscite a liberarvi velocemente da questi stati d’animo, vi consiglio di fermarvi a praticare al più presto.
Ovunque siate, iniziate subito ad eseguire una tecnica di pranayama, compatibile ovviamente con ciò che state facendo, e appena possibile, dedicate un’ora alla pratica dello yoga o della meditazione. Tra queste scelte la più ostica è la meditazione, poiché se i pensieri sono ossessivi è molto difficile osservarli standone distaccati e ancora più difficile è che si dissolvano lasciando la mente silenziosa.
Comunque, se optate per la meditazione, cercate di concentrarvi solo sulla perfezione della postura e dell’immobilità, e non avvilitevi se i pensieri continuano a ribollire; per chi non riuscisse a permanere in siddhasana per problemi fisici, consiglio la posizione seduta su una sedia mantenendo la schiena eretta, oppure, semplicemente, distesi in shavasana. Quest’ultima sembra la posizione più rigenerante, ma è la più difficile, poiché è facile scivolare nel sonno e risvegliarsi con la stessa visione negativa di prima.
Perché è importante ricorrere alla pratica? Per evitare di stare a lungo nelle sabbie mobili dell’inconsapevolezza…

E’ importante utilizzare la pratica quando non siamo in grado di convertire i pensieri negativi, con un atto di volontà.
Facciamo un esempio: vi sarà già accaduto di riuscire a liberarvi da un'ansia, con una serie di riflessioni che ridimensionano la circostanza, a ciò che semplicemente è.
Per riuscire a fare questo è necessario avere un buon grado di osservazione, perché dobbiamo cogliere l'ansia fin dall’inizio e dobbiamo avere l’energia necessaria per dissolverla.
Emozioni e pensieri negativi sono una sorta di veleno e quando iniziano a circolare, tolgono energia e dopo un po’ ci troviamo molto stanchi e schiavi di pensieri che non vorremmo avere.
Comunque rallegratevi, se ancora riuscite ad accorgervi di tutto questo…non va male del tutto… siete comunque consapevoli.
Il problema è il black out. Cioè quando “diventiamo” la paura… e perdiamo il contatto con noi stessi.

Per evitare i black out è importante creare un appuntamento quotidiano con la pratica.
Fissiamo un’ora in cui siamo sicuramente liberi, e manteniamo questo appuntamento ogni giorno quando ne abbiamo voglia e soprattutto quando non ne abbiamo voglia.
In qualsiasi buco emotivo siamo affondati, sommersi da “pensieri neri”, persi completamente… grazie alla pratica, riprenderemo in mano l’estremità di un filo e risaliremo pian piano al nostro ordinario stato di consapevolezza. E’ come uscire da un banco di nebbia…improvvisamente vedrete meglio.
Siate prudenti specie quando siete stanchi, un po’ preoccupati, un po’ insoddisfatti, non lasciatevi andare a qualcosa di passivo come guardare la televisione, pensando di rilassarvi un po’.
Quasi sicuramente vi addentrerete ancor più nella nebbia.

Invece mettetevi a praticare!

Poi potrete guardare serenamente la televisione senza “rischi” .

Di Antonella Spotti - Arte della Consapevolezza

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