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Pubblicato da in Yoga ·
Tags: yogaosservazione


Yoga è sentire una voce. Io l'ho sentita, potevo anche non seguirla, anzi non avevo nessuna intenzione di seguirla.
Stavo bellamente cazzeggiando. Forse perché percepivo istintivamente che la pratica dello yoga significa anche fatica, determinazione, serietà, concentrazione, approfondimento, cambiamento.
Tanti dicono di voler cambiare, ma chi è disposto a cambiare concretamente? Chi è disposto a sudare? Bisogna avere uno scopo.
Certo fare uno sport con lo scopo di dimagrire è sicuramente più semplice, finché dura la volontà e la spinta del progetto.

Io non ho mai avuto scopi così definiti, ma a me è capitato di sentire una voce e nel seguirla vuol dire che uno scopo in realtà ce l'avevo, ma non lo sapevo. Oggi a distanza di qualche anno di lavoro su me stessa direi..non ne ero consapevole.
Nel cammino la nebbia si dissolve.
Può tornare uno smarrimento, possiamo rallentare, ma se abbiamo uno scopo non ci fermeremo.
Molte persone che parlano di Yoga, Meditazione e Testi Sacri, a mio parere, sono assorti in concetti astratti e usano, volutamente o meno, un linguaggio lontano nel tempo e poco comprensibile. Parlandone con altri trasmettono una visione poco concreta, poco vicina alla vita di tutti i giorni... ciò spesso allontana una tipologia di persone "pratiche"disposte alla sperimentazione e ne avvicina altre "teoriche", ma poco disposte alla sperimentazione.
Poiché lo yoga passa solo attraverso la sperimentazione, non basta leggere un libro di yoga, o parlarne, ma bisogna vivere lo Yoga. Ma senza la pratica l'interesse si perde nel giro di poco tempo.

Lo Yoga a mio parere non ha lo scopo di escludere o avvicinare nessuno.
È semplicemente uno strumento a disposizione del genere umano, trasmesso chissà quando e chissà da chi, ma custodito dall'essere umano stesso nel corso dei millenni. Anche solo per rispetto di ciò, credo che chi lo pratica dovrebbe farlo con molta serietà e rispetto. Dovrebbe farsi delle domande, cercare di capire perché lo fa e cercare di scoprire sulla propria pelle, nel proprio cuore il reale scopo di questa disciplina, non perché lo legge, ma perché lo sperimenta e comprende.
Per parlarne, bisogna essere un "portatore sano", giusto per non rovinare il lavoro di millenni per una nostra interpretazione o visione delle cose.
Sono sinceramente dispiaciuta che una così meravigliosa "Via" negli ultimi anni sia pubblicizzata come un modo per fare passare il mal di schiena alla gente, o per sciogliere lo stress.
Non ridicolizziamola.

Di Erica Lanzoni - Praticante Yoga e Meditazione


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