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PROMETEO BLOG - mente profonda e mente di superficie - Di Giuseppe Merlicco

PROMETEO A.S.D. A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Mente ·
Tags: menteconsapevolezza


Sebbene la mente sia una, e una sola, per semplificazione si usa dividerla in due parti: una parte piu’ profonda (o superiore) ed un’altra di superficie (inferiore). Sono dette anche superiore e inferiore perche’ la prima vola piu’ in alto, mentre l’altra si mantiene piu’ terra terra (ma entrambe sono utili e sono un’unica mente).
Per fare un paragone possiamo prendere come esempio un iceberg che, nonostante sia un unico blocco, presenta una parte visibile che affiora sulla superficie del mare, ed un’altra parte, una massa ben piu’ consistente, che invece e’ sommersa sotto il livello del mare, invisibile ai nostri occhi.
Ecco, quella che per semplificazione abbiamo definito ‘mente di superficie, rappresenta tutto cio’ che rientra nel campo della nostra consapevolezza quotidiana, cio’ che e’ socialmente accettato come ‘esistente’, reale e possibile.
La mente di superficie e’ cio’ di cui siamo coscienti. Cio’ che pensiamo di essere, di saper fare e…tutte le idee ‘superficiali’ che abbiamo sul mondo, sugli altri e sulla realta’. La punta dell’iceberg che affiora in superficie, appunto, che poi e’ quella che in Padroni del vostro destino viene definita Personalita’.
Ma sotto la superficie vi e’ una enorme massa ancora tutta da scoprire. Tutti noi abbiamo facolta’ e potenzialita’ nascoste delle quali possiamo, se lo vogliamo, divenire coscienti.
Non solo, tutti noi abbiamo la facolta’ di svegliarci, intuendo che sotto la superficie del ‘conosciuto’ vi e’ molto altro da scoprire. E questa e’ una sfida eccitante per chi ha spirito di avventura, o per chi ha voglia di conoscersi piu’ a fondo.
Senza nulla togliere alla moderna psicanalisi che, bisogna riconoscerlo, sta apportando notevoli contributi in chiave moderna nella conoscenza del profondo, il metodo (se metodo si puo’definire) per eccellenza per accedere velocemente nei propri abissi (o per svettare nei propri cieli) a mio avviso e’ la Meditazione.
Praticare la semplice osservazione, la presenza a se stessi, consapevolmente, da seduti e immobili, ci porta a osservare ‘qualcosa’ di noi che e’ sempre presente ma che sfugge alla normale osservazione.
Sedere e semplicemente sentirsi, osservarsi, ascoltarsi...percepirsi, puo’ rivelarsi un’avventura meravigliosa. Un’avventura che sicuramente ci riserva molte sorprese piacevoli.
Superata la fase del mal di schiena, dei problemi alle ginocchia o alle caviglie, quando la posizione seduta si fa piu’ comoda, rimanere presenti e consapevoli, senza null’altro fare che essere coscienti e attenti, pian piano spontaneamente accediamo a regioni sempre piu’ vaste dell’essere.
A questo punto si puo’ cominciare a sentire con piu’ calma la spaziosita’ della mente. E ci si rende conto che non siamo solo l’iceberg, ma una cristallizzazione, una solidificazione dell’Oceano.
Puo’ essere solo una breve intuizione o un sentire come in un lampo (che non puo’ essere espresso a parole), ma liberarsi in meditazione, anche per pochi istanti dalla fissazione mentale che siamo solo materia tangibile, che non siamo solo l’iceberg ma l’oceano intero, ci puo’ liberare da molti pesi e molto dolore che ci portiamo dietro nella personalita’ da chissa’ quanto tempo.
E allo stesso tempo, questo sentire, o questa intuizione, ci puo’ mostrare la prospettiva della vastita’ di un mondo ancora tutto da scoprire e….da amare.

Di Giuseppe Merlicco- Insegnante Yoga e Meditazione - Prometeo Torino



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