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Pubblicato da in Consapevolezza ·
Tags: consapevolezzaosservazione



La pratica della consapevolezza deve tener conto di ciò che ci circonda.
Abbiamo parlato del concetto di ordine, e del fatto che vivere o meno in un ambiente ordinato è in grado di influenzarci, oggi parleremo di quanto sia importante aprirsi all'esterno cercando uno scambio. Nello scambio c'è possibilità di crescita, nella chiusura c'è paralisi e stagnazione. Lasciare che le cose ci tocchino, lasciarsi attraversare, ascoltare.
Mettere da parte la paura e toccare l’esterno, comunicare ciò che siamo. Nello scambio conosciamo meglio noi stessi. Nel vivere appieno la molteplicità della vita, miriade di sfaccettature di un’unica realtà, ci nutriamo di sensazioni e sperimentiamo.
Impariamo nuovi linguaggi, scopriamo di sapere fare cose e di ignorarne completamente altre. E in questo incessante scambio e in questo continuo divenire, beneficiamo di una grande possibilità di espandere la nostra consapevolezza.
Osservare la vita per comprendere ciò che ci attrae, dove si orientano i nostri bisogni e i nostri desideri, conoscere ciò di cui abbiamo paura. Vivere la vita con coraggio e osare con buon senso.Imparare a conoscere i propri limiti e le possibilità latenti. Accettare di trasformare e di essere trasformati. Ogni istante della nostra vita ha in sé la potenzialità di condurci ad un più elevato livello di consapevolezza. Non lasciamo che il nostro cuore e la nostra mente si chiudano.
Restiamo aperti allo scambio con l’esterno, nonostante il passare degli anni, nonostante le esperienze negative, i fallimenti, i tradimenti, le delusioni, gli errori... Se riusciremo a restare aperti al domani, al nuovo, a ciò che è diverso, costruiremo giorno per giorno il nostro destino.
Alcune persone provano fastidio alla musica troppo forte, alla luce del sole troppo intensa, alla visione di un film troppo forte, ad ambienti troppo affollati, troppo caldi o troppo freddi, alla pioggia senza ombrello, ad assaggiare cibi etnici, agli odori, ai profumi, ad andare a letto “ troppo tardi”, a svegliarsi all’alba”, ad andare troppo lontano, ad “impegnarsi” troppo, e così via.
A queste persone io consiglierei di entrare in questo tipo di esperienze che rifuggono e a rimanere aperti, accettando che qualcosa di esterno, che considerano eccessivo o diverso o inaspettato possa interagire, creando nuove sensazioni. A persone che al contrario rincorrono solo sensazioni forti suggerirei di accedere ad esperienze più delicate, musiche rarefatte, spazi vuoti.

Consiglierei in entrambi i casi l'immersione in qualcosa con una differenza di potenziale. Se ci confrontiamo con qualcosa di diverso da noi (o da ciò che crediamo di essere) avremo modo di scoprire qualcosa di nuovo di noi stessi, altrimenti continueremo a nuotare nella stessa acqua, fino a non accorgerci che siamo finiti in un piccolo acquario ristretto.Durante una lezione di Yoga o di Art Marziali , o di Tai Chi Chuan è evidente che ci si immerge in qualcosa che ci mette alla prova e specialmente nelle giornate in cui non avrete voglia di praticare …fatelo, fatelo meglio che potete ... sperimenterete la potenza di seguire la linea di maggior resistenza.

Concluderete la lezione con una qualità straordinaria. Sentirete in voi stessi un’incredibile forza. Una forza che non otterrete mai seguendo unicamente la linea di minor resistenza (facendo cioè, solo ciò che vi piace o che trovate facile e gratificante). Entrate nelle esperienze che vi mettono veramente in gioco e …troverete “solo” voi stessi.

Di Antonella Spotti - Arte della Consapevolezza

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