Tai chi - A.S.D. PROMETEO A PROMOZIONE SOCIALE

Vai ai contenuti

Menu principale:

LE DISCIPLINE
TAI CHI CHUAN

Le Origini

Il Tai Chi Chuan è un’antica arte marziale cinese che si basa sui principi della filosofia taoista. Può essere considerato come l’ultima e la più elevata fra le arti marziali. I movimenti della pratica sono morbidi, l’esecuzione lenta e l’accento non è posto sullo sviluppo della forza muscolare ma i miglioramenti dipendono dalla consapevolezza interiore.
Esistono molte storie riguardanti il modo in cui il Tai Chi Chuan fu creato, generalmente però il fondatore di questa arte è considerato Chang San-Feng nato alla fine della dinastia Sung a mezzanotte del 9 aprile 1247. Egli iniziò a studiare i classici cinesi all’età di 12 anni, più tardi divenne ufficiale governativo ed infine, dimessosi dal suo incarico, dopo aver vagabondato per 30 anni tra le montagne visitando diversi templi, si stabilì nella Cina occidentale nelle bellissime montagne Pao-Gi dove è detto che conobbe a fondo lo Shao-Lin Chuan (arte marziale creata nel famoso tempio buddista Shao-Lin dal maestro indiano Bodhidarma, conosciuto in Cina con il nome Ta-Mo).
In Cina all’epoca erano presenti parecchie arti marziali Tai Chi e Chang San-Feng ne determinò l’unificazione; alle origini strettamente marziali, egli aggiunse le tecniche di respirazione taoista (Chi-Kung) ed i principi dell’I Ching in modo da ottenere un metodo per migliorare il corpo, la mente e lo spirito. La pratica così trasformata trascende l’arte marziale ed include volontà, mente, corpo e natura nella visione della pratica Tao, o via della natura. Chang San-Feng riuscì in questo modo ad aiutare le persone ad avere maggior salute, a raggiungere stati di profonda concentrazione, a sviluppare maggiore autoconsapevolezza ed armonizzazione con l’energia dell’universo. Per questi motivi la gente lo guarda con rispetto  e lo considera il fondatore del Tai Chi Chuan.

Gli Stili

Inizialmente la conoscenza del Tai Chi Chuan fu gelosamente custodita tra le mura di nobili famiglie e tramandata di generazione in generazione. La prima registrazione nei documenti ufficiali risale al tempo di Chen Wang-Ting (nato alla fine del sedicesimo secolo), ritenuto il capostipite dello stile Chen.. In seguito alle modifiche apportate successivamente, nacquero nuovi metodi di insegnamento per cui si ottennero tre stili Chen: il vecchio stile Chang-Hsin, il nuovo stile Yu-Ben e lo Shiao-Jar di Chen Chin-Ping. Il Tai Chi Chuan era considerato un tesoro di famiglia dei Chen, era tenuto segreto ed insegnato solo ai figli ed ai parenti. Uscì dal monopolio della famiglia quando Chen Chang-Hsin lo insegnò a Yang Lew-Shan e a Li Pei-Kuei.
Yang Lew-Shan (1799-1872), dopo aver appreso il Tai Chi Chuan acquisendo straordinarie capacità, iniziò a trasmetterlo ai suoi allievi e, dopo alcuni anni, partì per Pechino per insegnare alla famiglia reale così  questo divenne lo stile più conosciuto. Anche i due figli di Yang Lew-Shan  divennero famosi esperti di Tai Chi Chuan  trasmettendo lo stile ai propri allievi e familiari. La forma corrente dello stile Yang fu definita e regolata da Yang Chao-Chin (1883-1936) chiamato anche Yang Chen-Fu. Uno dei suoi allievi, Cheng Man-Ching (1901-1975), raggiunse il più alto livello di apprendimento riscontrabile ai nostri giorni.
La forma Yang è praticata spesso per coltivare la propria salute ma nasconde, all’interno di un movimento fluido ed aggraziato, grandi potenzialità marziali che per molto tempo  vennero tramandate solo a pochi.
L’ultimo dei tre stili più diffusi appartiene alla famiglia Wu. Yang Lew-Shan ebbe come allievo Wu Yu-Hsing (1812-1880) dal quale deriva lo stile. Wu Yu-Hsing, raggiunse un tale livello di esperienza e conoscenza del Tai Chi Chuan da scrivere il trattato “La teoria delle tredici posizioni” che spiega la pratica ed i segreti di quest’arte. Sun Lu-Tang aggiunse nuovi elementi alla forma Wu variandone alcuni contenuti, considerati da alcuni un nuovo stile da altri una variante dello stile Wu.
Queste sono le branche principali dal Tai Chi Chuan tra cui la più popolare è la forma Yang, esse differiscono in stile ma rimangono all’interno dei principi base Tai Chi e della teoria dell’ I Ching.

La filosofia

1 Il Taoismo

Non si può giudicare il Tai Chi Chuan dalla sua apparenza; qualcuno può affermare trattarsi di un esercizio salutare, qualcun altro di un’arte marziale, ma queste sono solo percezioni esterne dei movimenti più importante è l’anima del Tai Chi Chuan, la sua filosofia, il suo fondamento teorico e spirituale: il Taoismo.
Alla fine del VI secolo a.C., in alternativa al periodo di decadenza che la società stava attraversando, presero vita in Cina due scuole filosofiche, il Confucianesimo ed il Taoismo. Mentre il Confucianesimo può essere definito una filosofia pratica che insegna la virtù della retta azione da compiere all’interno dell’organizzazione sociale, il Taoismo non insegna un sapere strutturato all’interno di norme e leggi umane, bensì propone un atteggiamento di contemplazione rivolto all’intero universo e quindi alla vita stessa, un percorso individuale da vivere nel silenzio della propria interiorità.
Per comprendere l’aspetto mistico del Taoismo bisogna risalire all’origine remota da cui nacque questa filosofia: lo sciamanesimo. Gli sciamani vivevano celebrando le forze della natura, erano capi spirituali, indovini, consiglieri, medici visti come anello di congiunzione tra il mondo della materia e quello spirituale. La tradizione sciamanica confluì nel sapere filosofico del Taoismo. La filosofia taoista, senza comportare il distacco dalla realtà quotidiana, apre le porte di un mondo invisibile utilizzando come strumento la semplice e disinteressata osservazione del mondo visibile. L’insegnamento offerto non rappresenta un rifiuto della vita anzi chi ne comprende l’essenza vive intensamente ogni instante del suo tempo, riuscendo a sentirsi parte di un tutto a cui appartiene e a cui partecipa perché conosce l’armonia in cui gravita il mondo intero. In questo modo la dimensione relativa di essere umano viene unita ad una dimensione universale.
Il fondatore del taoismo classico fu Lao –Tzu (il suo vero nome era Li  Erh) al quale dobbiamo la scrittura del primo testo taoista il “Tao Tè Ching” in cui sono compresi gli insegnamenti per la comprensione della filosofia taoista. Lao-Tzu comprese che la felicità consiste nel vivere secondo l’armonia di cui l’intero universo è espressione; ciò significa vivere secondo le leggi della natura. Questa attitudine è chiamata wu-wei, la non azione. Il termine wu-wei indica la capacità di accettare la situazione contingente e vivere in equilibrio con gli eventi, significa armonizzare le proprie azioni ed i propri pensieri con ciò che la vita offre riconoscendo come e quando una scelta è in armonia con noi stessi e quindi con ciò che è giusto che accada.

2 Yin e Yang

Secondo la filosofia taoista esiste uno stato di vuoto senza limiti, antecedente alla creazione del mondo, dal quale l’intero universo fu creato. Prima della creazione si dice non vi fosse nulla, eppure qualcosa c’era sicuramente; di questa realtà, invisibile ed ineffabile, non conosciamo nulla se non che esiste, non sappiamo cosa fosse e neppure da dove venisse, non possiamo conoscerla razionalmente, possiamo solo intuirne l’esistenza. Tale realtà è  stata  definita col termine Wu-Chi o suprema vacuità, come dire che sebbene abbia una forma è priva di forma, o che ha un’immagine che è senza immagine. Il fenomeno della vacuità è l’origine del movimento e della quiete, è la sorgente della vita da cui ogni cosa nell’universo si ritiene evolva continuamente e a cui ogni cosa ritornerà dopo aver compiuto il ciclo della propria esistenza. Lao-Tze lo definì Tao, l’I Ching lo chiamò Tai Chi, il saggio Wang Tsung Yueh così commenta:

“Il Tai Chi è nato dal Wu-Chi o ultima vacuità. Esso è l’origine delle condizioni statiche e dinamiche ed è la madre dello Yin e dello Yang . Fermi si combinano, muovendosi si separano”.

I concetti di Wu-Chi e Tai Chi non solo descrivono aspetti della creazione ma anche i livelli di relazione tra le persone, tra gli oggetti e tra le persone e gli oggetti. Il Wu-Chi esiste prima che qualsiasi cosa accada, poiché anche solo l’intenzione di agire nasce dal Wu-Chi. Quando qualcosa sorge dal Wu-Chi la condizione originaria  di vuoto non esiste più, per esempio la relazione esistente tra una persona ed un pianoforte è Wu-Chi fin che quest’ultima non ha intenzione di suonarlo ma diventa Tai Chi anche solo quando la persona ha intenzione di suonarlo, nonché quando lo suona davvero.
Quando si manifesta la condizione Tai Chi si produce una dualità: il vuoto del Wu-Chi è lo Yin mentre ciò che si è originato è lo Yang. Yin e Yang sono gli opposti complementari che si uniscono a formare il tutto.  Sebbene siano per natura differenti (ed in termini assoluti opposti) esiste una relazione armoniosa tra di essi e la manifestazione di uno dei due aspetti è inscindibile da quella dell’altro, inoltre, anche nella sua massima espressione, un aspetto contiene sempre un seme del suo opposto: il sole sorge illuminando la notte ma a mezzogiorno, proprio quando raggiunge la sua massima espressione, inizia il tramonto che permetterà alla notte di manifestarsi nuovamente.
Ogni fenomeno, nasce, raggiunge il suo apice, si consuma per poi scomparire  e rimanifestarsi nel suo opposto;  in effetti ogni manifestazione della vita contiene in se stessa il “seme” dell’opposto, la scintilla che permetterà il mutamento, il movimento, la trasformazione (l’inverno contiene in sé il seme della primavera ed il bambino contiene il vecchio che diventerà).
La correlazione tra Yin e Yang è ben visibile nel Tai Chi Chuan. La forma utilizzata nella pratica di questa disciplina inizia e si conclude in uno stato di vuoto, caratterizzato da immobilità e rilassatezza,  da cui nasce il movimento col suo alternarsi di vuoto e pieno, di estensione e ritrazione. Le posizioni non sono mai né totalmente rilassate (Yin) né totalmente in tensione (Yang), un passo in avanti contiene sempre l’intenzione di ritirarsi ed un passo indietro include sempre l’intenzione di avanzare.


3 La teoria dei cinque elementi (Wu-Hsing)

Quale sistema per favorire la salute, il Tai Chi Chuan non solo impiega i principi Yin-Yang ma si basa anche sulla teoria dei cinque elementi (Wu-Hsing).
Oltre 2.000 anni fa, in Cina si sviluppò la teoria Wu-Hsing quale tentativo di comprensione dei fenomeni del mondo. I cinque elementi, acqua, fuoco, terra, legno, metallo derivano simbolicamente dall’interazione di Yin e Yang ed indicano i modi di trasformazione della natura; essi sono descritti come i principi dinamici o le attività attraverso cui opera la natura. Essi esercitano una reciproca influenza, tale per cui ogni elemento è in relazione con gli altri attraverso quattro modalità di interazione: mutua creazione, reciproca vicinanza, mutua distruzione, reciproca paura. La loro coesistenza li rende interdipendenti infatti, secondo il principio della mutua creazione,  ogni elemento dà origine ad un altro elemento così come, secondo il principio della mutua distruzione, ognuno di essi è causa della distruzione di un preciso elemento. L’acqua, per esempio, crea il legno provvedendo a nutrire gli alberi e, spegnendolo, è la causa della distruzione del fuoco.
Il duplice aspetto, distruttivo e creativo, della loro relazione è ascrivibile alla complementarietà Yin e Yang, attraverso cui viene mantenuto l’equilibrio tra le forze della natura. I loro rapporti sono rintracciabili sia nei fenomeni naturali che nell’essere umano  per cui i cinque elementi forniscono i principi basilari per la psicologia, la patologia, la diagnosi e la terapia nella medicina tradizionale cinese (all’interno del corpo umano gli organi solidi, come il fegato, sono Yin e quelli vuoti, come lo stomaco, sono Yang inoltre ognuno di loro è associato ad uno degli elementi). L’equilibrio  tra gli elementi e tra Yin e Yang è mantenuto dal flusso continuo del Chi, l’energia vitale che permea l’universo.
Ognuno dei movimenti fondamentali del Tai Chi Chuan rappresenta uno dei cinque elementi: un passo avanti è associato al metallo, una ritirata al legno, guardare a sinistra all’acqua, guardare a destra al fuoco e l’equilibrio centrale è collegato alla terra.
Il Tai Chi Chuan, quindi, favorisce una salutare relazione Yin-Yang fra l’attività mentale ed il movimento fisico ed inoltre favorisce l’equilibrio fra gli organi interni e promuove l’armonia  del corpo intero.


4 L’I Ching

La consapevolezza dell’incessante mutamento cosmico portò gli antichi saggi a valutare l’esistenza di una variabilità di mutazioni, una gamma di cambiamenti a partire dai due poli Yin e Yang. La natura, infatti, muta incessantemente ma non esiste casualità nel cambiamento bensì una precisa legge, basata sull’alternanza e la complementarietà degli opposti: il Tai Chi è il primo punto, la prima forma che sorge dal vuoto del Wu-Chi, e genera la polarità Yin e Yang. L’I Ching, o Libro dei Mutamenti, è utilizzato per fotografare la situazione contingente e comprenderne i possibili sviluppi, cioè i mutamenti. Attraverso la combinazione di Yin e Yang, nell’I Ching si producono otto simboli diversi detti trigrammi utilizzati per simboleggiare l’intero mondo fenomenico. I trigrammi vengono sviluppati in sessantaquattro esagrammi utilizzati  per analizzare, nella sua complessità,  gli eventi della natura e della società con un metodo scientifico in grado di scandagliare le relazioni reciproche dei loro principi, dei loro fenomeni e delle quantità in gioco.
Il testo dell’I Ching presenta precise corrispondenze con la disciplina del Tai Chi Chuan che propone a sua volta otto posizioni fondamentali che sono simboleggiate dagli otto trigrammi: parare, ritirarsi ruotando, avanzare, spingere, tirare verso il basso, dividere, colpire con il gomito e colpire con la spalla.

L’energia ed il Respiro

Secondo il pensiero cinese negli gli esseri umani sono presenti tre forme di energia: Chin’g, l’essenza, Chi, l’energia vitale, Shen, l’energia spirituale o spirito di vitalità.
Chin’g è l’energia di cui è dotato un individuo dalla nascita  e rappresenta il  carburante di cui ognuno di noi è dotato, la sua quantità è diversa da  persona a persona; si costituisce all’interno del corpo umano al momento del concepimento  e non può essere aumentata nel corso della vita.
Chi è l’energia cosmica che pervade ogni fenomeno materiale ed immateriale dell’universo; in parte è ereditata dai genitori ma viene anche assorbito dall’aria che respiriamo (Chi del cielo) ed dal cibo che mangiamo (Chi della terra) quindi nel corso dell’esistenza può essere potenziato con una alimentazione che contenga principi nutritivi e soprattutto con precise tecniche respiratorie.
Shen rappresenta la forma più raffinata di energia presente nell’essere umano, i genitori contribuiscono alla creazione dello Shen dei figli ma esso dovrà essere sviluppato solo dopo la nascita. Durante la pratica del Tai Chi Chuan Shen risale verso la sommità della testa.
Chi e Shen sono due forme di energia strettamente collegate: un Chi abbondante è indispensabile per poter conseguire un forte Shen e lo Shen contribuisce al potenziamento ed alla consapevolezza del flusso del Chi.
La pratica del Tai Chi Chuan mette in atto il processo di raffinazione dell’energia dalla forma più grezza, Chin’g, a quella più raffinata, Shen. Il compito del praticante è quello di trasformare il Chin’g in Chi ed il Chi in Shen.
Le tre forme di energia sono localizzate in tre corrispondenti centri del corpo umano chiamati Tan T’ien. Essi sono descritti come tappe del processo di trasformazione e raffinazione dell’energia.
Il Tan T’ien inferiore (Hsia Tan T’ien) è situato nel ventre tre dita sotto l’ombelico e due dita all’interno, il Tan T’ien mediano (Chuang Tan T’ien) è posto nel torace all’altezza del cuore ed infine il Tan T’ien superiore (Shang Tan T’ien) si trova nella fronte tra le sopracciglia  ed è considerato la residenza di Shen.
Nella pratica del Tai Chi Chuan, il  Tan T’ien cui si fa riferimento normalmente è il primo perché è il baricentro del corpo umano ed è considerato il centro dell’equilibrio ed il centro psicofisico, in esso avviene la trasformazione dell’energia grezza Chin’g nell’energia vitale Chi. Imparare a “far scendere il Chi nel Tan T’ien” è quindi molto importante affinché la pratica del Tai Chi Chuan sia efficace per la salute.
Come precedentemente accennato, il potenziamento del Chi si ottiene soprattutto attraverso il respiro che deve essere reso consapevole e volontario. Vi sono diversi modi di respirare,  nel Tai Chi Chuan si utilizza la respirazione prenatale che imita la respirazione del feto con la contrazione del ventre durante l’inspiro e la sua espansione durante l’espiro. Il centro di questa respirazione è il Tan T’ien inferiore, luogo in cui si accumula e da cui si distribuisce il Chi. La respirazione prenatale favorisce un processo di arricchimento del Chi prenatale con quello assorbito dall’aria, pertanto aiuta ad arricchire il Tan T’ien inferiore di Chi. Il Chi confluito nel  Tan T’ien inferiore si fonde con il Chin’g .permettendo così l’accrescimento del proprio potenziale energetico. In questo processo la mente riveste un ruolo importante infatti è necessario rivolgere attenzione e concentrazione nel bacino mantenendo la mente calma e sgombra da pensieri.
La respirazione quindi, è lo strumento principale per assorbire l’energia vitale Chi. Al fine di riequilibrare il respiro ed alimentare e governare il flusso energetico, più di 3.000 anni fa in Cina si è sviluppato un metodo preciso ed efficace chiamato Chi Kung (Chi energia vitale, Kung esercizio). La pratica costante degli esercizi di Chi Kung aiuta a rendere l’energia interna più forte ed equilibrata favorendo così l’autoregolamentazione dei meccanismi interni di difesa ed il benessere fisico e mentale.

Tai Chi Chuan e quarta Dimensione

Il primo grande risultato  di una lunga pratica di Tai Chi Chuan è l’unità interiore dell’individuo, il successivo passo è l’identificazione con l’universo: mentre si pratica questa disciplina, tempo e spazio non hanno più molta rilevanza, la vista ed il rumore  non disturbano più la concentrazione cosicché si finisce col non essere più una unità separata ma ci si riunisce all’universo e ci si ricollega con l’unità del tutto. Questo importante passaggio rende prossimo il  raggiungimento della quarta dimensione. Nella quarta dimensione, alle tre dimensioni lunghezza, larghezza ed altezza dobbiamo aggiungere il tempo (fase dei fenomeni universali che cambiano rispetto allo spazio). Il tempo non è qualcosa che esiste oggettivamente di per se stesso ma è una parte dell’universo. Spazio e tempo, visti da un’ottica quadridimensionale, appaiono totalmente equivalenti ed unificati, essi formano un continuum complesso ed indifferenziato nel quale il tempo si trova in relazione ai processi di trasformazione.
La pratica costante  del Tai Chi Chuan è in grado di mettere in luce il rapporto tra spazio e tempo e di aprire le porte della quarta dimensione.

© 2016 - A.S.D. PROMETEO A PROMOZIONE SOCIALE
Tutti i diritti riservati - Sede sociale: via XI Febbraio 10/a - Soresina (CR)
C.F. 93061340191 - CONI N.179218
Privacy Policy


Torna ai contenuti | Torna al menu