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PROMETEO BLOG - La noia - di Antonella Spotti

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Pubblicato da in Meditazione · 16 Ottobre 2018
Tags: meditazioneosservazione


Alcune persone, non si avvicinano alla pratica della meditazione, pur essendone affascinate, perchè temono di annoiarsi a star sedute immobili e in silenzio.
Penso che ciò meriti una riflessione. La sensazione della noia è molto diffusa nella società occidentale, a differenza di altre aree del pianeta, dove le persone sono fortemente impegnate a sopravvivere, cercando di che nutrirsi o in senso allargato, cercando di restare vivi, giorno dopo giorno.
Ma nella nostra società, dove tutto è apparentemente facile, la noia è un male sottile, subdolo, che viene mitigato facendo cose diverse alcune utili alcune no.
Il super utilizzo del cibo, lo shopping, il divertimento fino allo stordimento, sono spesso disperati tentativi di esorcizzare la noia.
E’ evidente l’effimera efficacia di questi palliativi, che appaganti ed euforizzanti all’inizio, diventano loop ripetitivi, in alcuni casi nocivi per la salute e comunque alla fine...noiosi a loro volta.
Il segreto sta nello smettere di combattere la noia.
Perché la noia non esiste. La noia è un’interpretazione soggettiva di una sensazione, che giudichiamo negativa, ancor prima di comprenderla.
E’ in realtà “solo” una sensazione ed osservandola, smettendo di etichettarla e di sfuggirla, potremo scoprire di cosa si tratta e da dove origina.
Una parte di noi stessi, nascosta dietro la nostra personalità, tenta più volte, nel corso della vita, di comunicare all’esterno, inizia a bussare discretamente, generando delle sensazioni insolite, che possono crescere nel tempo, producendo un disagio più o meno intenso.
Questo meccanismo diventa più insistente, quando il quotidiano non corrisponde a ciò di cui la nostra parte sommersa sente il desiderio.
La noia appartiene a questa gamma di sensazioni, che sono una sorta di linguaggio in codice, proveniente da “dentro”. Dobbiamo evitare di leggerlo in modo meccanico, subendolo, ma al contrario, accettarlo ed osservarlo e ciò ci consentirà di capire che cosa sta succedendo. Scoprendo come mai quella cosa che ci piaceva così tanto fare …adesso ci annoia.

Per ascoltarci ci viene in aiuto la pratica della meditazione:
Immobili ed in silenzio, cessiamo ogni azione esterna e restiamo al centro di noi stessi e cerchiamo di permanere in questo punto. Molto difficile che la mente si fermi completamente, molto più comune che i pensieri restino sullo sfondo in un continuo borbottio, ma inoffensivi, incapaci di trascinarci via nel loro vortice.
Nella meditazione tutto si acquieta, pensieri ed emozioni, il nostro sentire si espande, la nostra com-prensione si espande. Usciamo dalla percezione ordinaria della nostra vita e penetriamo nel Ricordo di ciò che siamo davvero, sentiamo dove ci troviamo, cosa stiamo facendo, sentiamo lo scorrere incessante del tempo e sentiamo che abbiamo in realtà poco tempo e che ogni istante della nostra vita è prezioso e che la nostra stessa vita è un privilegio.

In quest’ottica potremmo considerare la noia, che giudichiamo nel migliore dei casi “fastidiosa”, è un segnale che ci indica qualcosa di cui abbiamo estremo bisogno: una nuova percezione della vita e di noi stessi.
Senza questo disagio non cercheremmo mai qualcosa di nuovo, perché perfettamente appagati da tutto ciò che è meccanico ed abitudinario.
Invece questo sottile malessere ci aiuta a cercare delle risposte e nuove soluzioni per sentirci ancora bene e appagati dalla nostra vita.

Attraverso lo stop della meditazione potremmo arrivare a realizzare di possedere da sempre una chiave preziosa per vivere la quotidianità in modo da apprezzare ed amare, ogni aspetto della nostra vita : affetti, casa, famiglia, lavoro, noi stessi.

Quando realizziamo questa consapevolezza, tutto rimane formalmente uguale a prima: lavoro, affetti, casa, famiglia… ma ciò che cambia siamo proprio noi; si accendono i colori, perché cambia il nostro modo di guardare.
La pratica meditativa è fondamentale nella ricerca di questa “differenza” perché è come se ci togliessimo un paio di occhiali scuri, che non sapevamo di avere …e i nostri occhi, finalmente, diventassero in grado di vedere.
Se vi annoiate…state perdendo qualcosa, non vedete qualcosa di evidente.

A proposito di realizzare e di guardare senza il paio di occhiali scuri: Ricordo un mio allievo che anni fa mi disse: “Antonella ma ti rendi conto…ho visto una banana! “ Ovviamente aveva mangiato molte banane prima di quella “folgorazione”, ma la frase e lo sguardo che aveva nel comunicarmi il suo stupore, indicava che aveva realizzato un particolare stato di consapevolezza: un giorno aveva guardato la banana (quella che conosciamo tutti: gialla e a forma di banana) con occhi nuovi e l’aveva trovata… meravigliosa.
Forse sarà successo anche a voi di guardare una cosa o una persona che conoscevate benissimo e di vederla come se fosse la prima volta…è un’emozione che non si può dimenticare.
Guardate con occhi nuovi ogni cosa all’esterno e all’interno di voi: forme, luci, suoni, colori, profumi, emozioni, pensieri, intuizioni e infinite sfumature e intrecci tra questi ed altri aspetti…come è possibile annoiarsi?
E se ci annoiamo …quanto siamo lontano da noi stessi ?

di Antonella Spotti - Insegnante Yoga e Meditazione - Fondatrice Sphera


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