PROMETEO BLOG - Meditazione vipassana - di Giuseppe Merlicco - PROMETEO BLOG - PROMETEO A.S.D. A PROMOZIONE SOCIALE

Vai ai contenuti

Menu principale:

PROMETEO BLOG - Meditazione vipassana - di Giuseppe Merlicco

PROMETEO A.S.D. A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Meditazione ·
Tags: meditazioneosservazione

Secondo tutte le antiche tradizioni l’universo è nato dalla Mente Universale. Similmente tutte le “creazioni” umane (oggetti, ideologie, usi e costumi, ecc.) sono un prodotto della mente. Possiamo dire che la mente è alla base anche del sorgere e decadere delle civiltà. E sempre la mente è alla base dei nostri comportamenti e della nostra felicità o infelicità.
Da qui è facile capire perché il “fattore mente” sia sempre stato al centro di quelle tradizioni che si sono dedicate alla meditazione. In particolare il buddhismo - soprattutto quello vajrayana tibetano - ha approfondito sin nei minimi dettagli le caratteristiche e le modalità d’azione della mente (per mente intendiamo la capacità di pensare, sentire e volere) elevando la meditazione a Arte.
Nel Nobile Ottuplice Sentiero (che è la cura data dal Buddha per superare il dolore dell’esistenza) troviamo il consiglio di coltivare la Retta Presenza Mentale e la Retta Meditazione. Rette non in senso morale, ma pratico.
E c’è un perché. Anzi, più di uno.
Nei commenti dati da Beru Khyentze Rinpoche in “La Mahamudra che elimina il buio dell’ignoranza”, viene specificato che: “Secondo gli insegnamenti tantrici, la mente e le correnti di energia che essa cavalca sono inseparabili. Se le correnti di energia vengono incanalate in modo appropriato, la mente sarà focalizzata; ma quando esse scorrono selvaggiamente i pensieri faranno altrettanto”.
Inoltre: “I pensieri sono la conseguenza della confusione sulla vera natura della realtà, e ne esistono molti tipi diversi”.
Il consiglio è: “Lasciate che i pensieri si dissolvano….L’idea che un piccolo pensiero non ha poi tanta importanza farà sorgere in voi un atteggiamento sbagliato. Gli incendi delle foreste nascono da una piccola fiamma”.
Detto così la soluzione sembrerebbe facile: basta smettere di pensare e….
Ma lo scopo della meditazione non è quello di farci diventare dei dementi che non sanno usare la mente, quanto piuttosto quello di sviluppare e perfezionare la Retta Presenza Mentale: saper distinguere i pensieri (e le azioni) meccanici, che si attivano da soli per associazione, da quelli veramente voluti dalla nostra intelligenza.
Avere il controllo della mente, insomma, in modo da accedere alla Retta Meditazione. E per fare questo occorre una guida esperta perché, come dicono in oriente: “la mente è un cassetto pieno di trucchi”. Solo un Maestro può guidarci fuori dai meandri della mente. Possiamo dire che il Guru è il cuore stesso della pratica.
La meditazione è una scienza sofisticata che applicata regolarmente traghetta oltre l’oceano del dolore e dell’ignoranza.
Le tecniche meditative buddhiste vengono suddivise in quelle per la “quiete mentale” (śamatha) e quelle per ottenere la “visione profonda penetrativa” (vipassana).
Contemporaneamente all’apprendimento della giusta postura si apprende a focalizzare la mente per calmarla. Il Rimpoche dice: “La quiete mentale, o mantenimento della tranquillità, è una fase di beatitudine di concentrazione su un unico punto, liberata dal pensiero e priva dei cinque ostacoli che sono noia mentale, agitazione, annebbiamento, sonnolenza e banalità. Essa può essere ottenuta in molti modi: con la focalizzazione su un oggetto concreto o immaginato, sul respiro o anche su un pensiero concettuale…privo di pensieri estranei”.
Divenuti abili a stabilizzare la mente si passa alla Vipassana. Beru Rimpoche continua: “Con la quiete mentale la mente è diventata come uno specchio limpido. Con la visione profonda penetrativa esaminate la natura dello specchio e le immagini mentali che vi si riflettono…”.
E il IX Karmapa - autore del testo - dice: “Per tagliare alle radici le basi (dell’ignoranza), dovete esaminare accuratamente la mente in movimento, o corso dei pensieri, e diventare capaci di vederli per ciò che sono”.
Queste, naturalmente, sono solo poche informazioni sulla Vipassana. Essa si basa sull’osservazione non solo della mente, ma anche della mente in relazione al corpo, ai sensi, alle emozioni, sia da seduti che nel quotidiano…
La meditazione è un percorso affascinante che non ha come fine il rilassamento. Come dice Choghyam Trungpa in “L’Alba del tantra”: “…la meditazione non viene intesa a creare rilassamento o nessun’altra piacevole condizione a questo fine. La meditazione è considerata come provocatoria. Vi sedete e lasciate venir su le cose attraverso voi – tensione, passione o aggressività – tutti i tipi di cose vengono a galla…è più una questione di essere aperti”.
“Nella meditazione, in genere - dice ancora il IX Karmapa -, sono necessarie due cose: la quiete mentale e la visione profonda penetrativa. Le esperienze fulminee e i doni della beatitudine, chiarità e pura non concettualità che ricevete in questo stato sono molto importanti…”.
Concludo questo brevissimo articolo sulla presenza mentale e sulla meditazione dicendo che io credo che la meditazione sia il più prezioso dono fatto all’umanità: sta solo a noi se accettarlo o rifiutarlo.

Di Giuseppe Merlicco - Insegnante Yoga e Meditazione - Prometeo - Torino

Bookmark and Share

Torna ai contenuti | Torna al menu