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PROMETEO BLOG - L'ipnosi del consueto - di Andrea Di Terlizzi

PROMETEO ASSOCIAZIONE CULTURALE A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Consapevolezza ·
Tags: consapevolezzaosservazione



(Estratto dal primo capitolo del libro “Liberi da un mondo sottosopra”, di prossima pubblicazione (www.innerinnovationproject.com)

in questo libro affermiamo che l’essere umano non è libero come ritiene di essere e che la libertà che gli manca può essere conquistata. Ognuno può farlo. Questa possibilità esiste ed è concreta.
La mancanza di libertà è – assieme alla non visione del reale – la causa di tutte le sofferenze; non solo di quelle psicologiche, ma anche di quelle materiali, dovute alla violenza, ai soprusi e a tutto ciò che l’essere umano subisce da tempo immemore.
L’umanità è asservita a qualcosa di cui non è cosciente; e poiché non ha consapevolezza di quest’asservimento e non lo vede nel suo svolgersi quotidiano, non ha alcuna possibilità di liberarsene.
La libertà quindi è possibile, ma solo quando si riconosce con chiarezza che essa manca totalmente. Finché si pensa che la vita è nelle proprie mani, non può avvenire alcuna liberazione; esattamente come non è possibile curarsi da una malattia, se si nega di essere malati, o non ci si accorge dei suoi sintomi, scambiandoli per altro.

Le persone sono ipnotizzate da ciò che pensano di conoscere, dalla consuetudine delle loro percezioni ordinarie e anche dal fatto che tale consuetudine è condivisa da milioni di persone. Questa condivisione la fa apparire del tutto normale ma, in realtà, non lo è per nulla.
Le terminologie quali “risveglio” e “liberazione”, principalmente utilizzate in Oriente da parte di alcune tradizioni, indicano un possibile punto di arrivo, e rappresentano una lucida esposizione di questo dato di fatto. L’essere umano vive in uno stato onirico e questa condizione lo rende schiavo di forze estranee alla sua volontà e ai suoi desideri; ancor più, aliene alla sua stessa natura originaria e profonda.

La percezione del mondo, delle persone, di sé stessi e di conseguenza l’idea medesima del significato della vita, risulta totalmente fuorviata, e origina una spirale d’insicurezza e sofferenza in grado di auto-alimentarsi.
Per questo motivo nessuna concezione etica, filosofica o religiosa, nulla dei valori che teoricamente ogni essere umano riconosce come validi e sacri, possono facilmente essere realizzati e applicati.
Lo rende impossibile proprio il modo in cui si sono formate le connessioni tra cervello e pensiero e la loro influenza sulla dimensione emozionale; e quando ciò sembra poter accadere, una ben concepita struttura sociale ne spegne ogni possibilità sul nascere.

I principi più elevati, inseriti nel mondo delle religioni, della politica e dell’etica, sono volutamente ingabbiati in una rete di complesse trappole psicologiche che ne inabilitano la bellezza, rendendone impossibile la realizzazione profonda e quindi l’applicazione nella vita, se non per brevi momenti e in rari casi.
Tutto ciò, espresso da sempre su vasta scala, costituisce un habitat nel quale la libertà e la felicità sono impossibili.
Per impedire che la sofferenza giunga a un livello sufficiente da far saltare il tappo, sono stati messi in atto tutta una serie di meccanismi di compensazione, principalmente basati sull’acquisizione materiale e sullo stordimento.
L’intera società è concepita per stordire e drogare le masse, impedendo alle singole individualità di accorgersi del recinto in cui sono allevate fin da piccole, per essere progressivamente trasformate in singole api di un alveare che opera per un fine senza relazione con i desideri e le aspirazioni di ognuno e nemmeno con ciò che è in armonia con le leggi della natura.

Nei prossimi capitoli esploreremo dettagliatamente i meccanismi del pensiero e delle emozioni, evidenziando un percorso pratico per ottenere una condizione di libertà interiore e accedere ad uno stato di meditazione, oltre l’ordinaria percezione del flusso temporale.

Di Andrea Di Terlizzi


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