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Pubblicato da in Yoga ·
Tags: yogaosservazione


Il nostro bisogno di cambiare qualcosa nella vita, corrisponde ad una reale volontà di farlo?
Ultimamente, molte persone si avvicinano allo yoga per diventare capaci di gestire le emozioni negative. Lo stress può portare a reagire alle situazioni conflittuali in modo violento, sconsideratamente, con rabbia e tensione. Le conseguenze sono inevitabilmente molto sgradevoli, sia da parte di chi perde il controllo, sia da parte di chi subisce la situazione, e nonostante le scuse, spesso, è impossibile riparare al danno fatto.
Alcuni allievi hanno cercato o cercano nello yoga un aiuto per cambiare.
Per stare meglio, per essere più sereni, meno aggressivi, meno arrabbiati…con la vita.
Lo yoga, indubbiamente, offre strumenti utili per la gestione delle proprie emozioni, perché è una via verso la consapevolezza.
Assumere le asana aiuta a sciogliere le tensioni fisiche intrappolate nei muscoli, coordinare ai gesti il respiro mette in moto l’energia e la riarmonizza, la concentrazione mantiene la mente in un punto stabile.
La capacità di alternare sapientemente sforzo e rilassamento rende capaci, nel tempo, di gestire stati di conflitto, che si generano, inevitabilmente, nel quotidiano. Si impara a non perdere il controllo.
Sembrerebbe molto semplice: lo yoga da gli strumenti, noi impariamo ad usarli, acquisiamo forza e stabilità.
Ma non è così semplice poiché esiste sovente, una resistenza al cambiamento e una inevitabile caduta nelle proprie meccanicità.
Questa resistenza è basata sulla paura di cambiare.
Siamo abituati a sentire noi stessi nel solito modo, a specchiarci e a vedere la nostra abituale forma. Questo ci rassicura, pensiamo di sapere chi siamo.
Alcune persone quando sentono che sta cambiando qualcosa smettono di frequentare i corsi e ritornano nel vecchio rassicurante loop.
Lo yoga cambia il corpo, cambia lo stato emotivo, cambia la mente. Aumenta il nostro stato di consapevolezza e ci rende più attenti, più sensibili, più percettivi…più padroni di noi stessi e meno schiavi delle nostre paure. Ci rende anche più sinceri ed oggettivi.
Lo yoga è un’arte antica di trasformazione, pertanto, praticarla seriamente, conduce a risultati sorprendenti. Lo Yoga unisce all’intensità del gesto fisico, cuore, passione ed intelligenza, per questo genera cambiamenti palpabili e da accesso ad esperienze straordinarie. Ma lo straordinario a molti genera attrazione, ad altri …fa paura.
In questo processo diventa importante osservare se una parte di noi oppone resistenza. Quando non abbiamo voglia di praticare Yoga , cerchiamo di capire, se dietro tutte le motivazioni comprensibili - pigrizia, stanchezza, altre occupazioni apparentemente imprescindibili - esiste qualcosa di più celato…che ha il sapore della paura.
Cerchiamo di sciogliere ogni riluttanza e tuffiamoci interamente nella pratica, lasciando che ogni asana diventi una porta e che la successione delle asana, diventi un viaggio che ci conduca alla percezione di una diversità, di un cambiamento.
Alla fine della lezione, se abbiamo dato il meglio di noi stessi, è inevitabile sentirsi diversi.
La diversità che sentite è uno stato di consapevolezza a cui non siete avvezzi, ma che vi appartiene. E’ come se aveste già una grande, immensa, potenzialità al vostro interno, ma vi manca la chiave di accesso.
Lo yoga è una chiave. Usatela!

Di Antonella Spotti - Esperta Arte della Consapevolezza


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