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PROMETEO BLOG - Perchè impegnarsi nelle tecniche meditative - di Antonella Spotti

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Pubblicato da in Meditazione ·
Tags: meditazioneconsapevolezza


Tutto ciò che siamo è il risultato di ciò che pensiamo.
Se i nostri pensieri sono positivi e costruttivi, viviamo sereni e propositivi, se pensiamo in negativo, giudichiamo continuamente, ci lamentiamo di tutto ciò che accade e ci focalizziamo solo su ciò che non va, la nostra vita diventerà un inferno.
Il flusso dei pensieri è in genere incessante e richiede una grande abilità, dirigere questo flusso verso l'armonia.
Sicuramente ricorderete l’esempio del bicchiere che può essere visto come mezzo pieno o mezzo vuoto. Dipende da chi guarda.

Pensiamo alla vita in termini positivi, qualunque cosa accada.
Si tratta di riuscire a vedere l'alba nel tramonto. Non facile ma possibile.
Evitiamo di cadere nell’identificazione.
Cerchiamo di mantenere un centro stabile, al nostro interno, dal quale osserviamo ciò che sta accadendo: “osservare” semplicemente, senza giudicare o fare previsioni catastrofiche, al seguito di paure nostre o di altri.
Non è facile mantenere questo centro stabile, ma si può imparare.Millenni di saggezza vengono in nostro aiuto: attraverso le tecniche meditative.
S’impara all’inizio a stare fermi con il corpo, assumendo la posizione corretta e rimanendo “semplicemente” immobili. Tutto questo richiede tempo ed allenamento.. Ma è tempo ben speso!Attraverso l’ancoraggio del corpo si impara a stare fermi all’interno, a restare in un punto, da cui si osserva il flusso dei pensieri e il mutare delle emozioni.
E' stato un training talmente coinvolgente per me che non posso non parlarne e invitare chiunque abbia questo "allenamento" a condividerne l'importanza con le persone che ha accanto.
Non si ottiene lo stesso risultato stando immobili, accasciati sul divano. Sul divano ci si rilassa, ma si continua a restare schiavi del proprio pensiero, e quindi si rimane in balia degli eventi.
Talvolta sul divano si tenta di rilassarsi, ma non sempre ci si riesce se i problemi e le preoccupazioni sono assillanti.

La posizione idonea alla meditazione deve consentire di rimanere stabili, in perfetto equilibrio, con la colonna vertebrale ben eretta. Un’ottima posizione è siddhasana.
Si usa dire: “Imparare a rimanere stabili come una montagna”.Grazie all’immobilità e alle tecniche meditative miranti allo sviluppo della consapevolezza, si impara ad uscire dal quadro che è la nostra vita e ad osservare il quadro dall’esterno.
Come se vi trovaste al Louvre, davanti al quadro della Gioconda, mentre abitualmente vivete all’interno del quadro e/o siete il quadro stesso.
Imparare ad osservare la propria mente è il primo passo, per potersi sottrarre al flusso dei pensieri.
Ci vorrà del tempo per giungere al silenzio.
Le persone che iniziano un percorso per giungere ad uno stato meditativo spesso mi dicono: "Purtroppo i miei pensieri non si sono mai fermati". E sono molto rattristati, come se avessero fallito la pratica. Mi viene da sorridere perché non si rendono conto di quanto siano riusciti nella pratica!!! Mentre osservavano i pensieri che ribollivano nella mente, si trovavano fermi in un punto.
E' questo punto che è importante conquistare e mantenere...
Come il corpo in siddhasana diventa fermo e stabile, così diventa la nostra attenzione che diventa concentrazione, che diventa consapevolezza.
E’ importante la pratica quotidiana della meditazione.
Quotidiana!
E’ importante allenarsi a restare immobili e consapevoli.
La mente diventa allora affilata come una spada.
Non potete pretendere di usare la spada in guerra, con nemici ovunque, senza esservi allenati con costanza al combattimento.
Il vostro tempo di sopravvivenza sarà irrisorio.
Così accade quando non siamo abituati a mantenere la consapevolezza.
Quando iniziamo a pensare al negativo, ci troviamo all’istante sul campo di battaglia, inizia un vortice fatto di scambi rapidi tra pensieri ed emozioni che ci tira sempre più in basso, fino al punto in cui non ci accorgiamo più neanche del vortice e diventiamo il vortice stesso.
Ci siamo persi e ci vorrà del tempo per ritrovarci…
Fermatevi a meditare ogni giorno all’ora fissata e per il tempo che avrete prestabilito, anche quando non ne avrete voglia, quando il vostro umore nero vi indirizzerebbe a qualcosa di illusoriamente più rilassante, fermatevi comunque, anche se non è più chiaro dentro di voi perché lo volete fare.…allenatevi all’immobilità del corpo in siddhasana.
Al termine della pratica vi sentirete comunque meglio.

Di Antonella Spotti - Arte della Consapevolezza



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