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PROMETEO BLOG - Salto nel vuoto - di Valeria Cianciolo

PROMETEO A.S.D. A PROMOZIONE SOCIALE
Pubblicato da in Osservazione ·
Tags: osservazioneconsapevolezza



La vita, che ci piaccia o no, è un salto nel vuoto. Nasciamo dal vuoto e il vuoto è la meta finale.
In mezzo, c’è questa finestra che chiamiamo “vita”.
Ci insegnano fin dalla nascita a riempirla di certezze e convinzioni, di relazioni stabili, di beni materiali nei quali riconoscerci. Di punti fermi. Di protezioni. E lentamente ci chiudiamo dentro un recinto.
Quando i punti di riferimento vacillano, o cambiano, barcolliamo.
Quando la nave molla gli ormeggi e all’improvviso ci troviamo in mare aperto, veniamo presi dallo sgomento.
Ciò di cui non ci accorgiamo è di essere in mare aperto sempre. Anche adesso, in questo momento.
Non ci sono protezioni. Tutto può accadere in qualsiasi istante. Sempre diverso da come ce lo aspettavamo.
Non c’è rimedio, non c’è protezione che tenga.
Certamente questo non è un invito a vivere in modo del tutto sconsiderato ed irresponsabile.
Il senso di responsabilità verso noi stessi e verso il prossimo è dovuto o, per lo meno, auspicabile.
E’ piuttosto un invito a gettare uno sguardo onesto alla vita nel suo insieme, così com’è.
Per scoprire che, di questo salto nel vuoto, non c’è quasi nulla che riusciamo a vivere pienamente.
Non una gioia, non una difficoltà. Cerchiamo di anestetizzarci da qualunque emozione troppo forte (o che reputiamo tale) rimanendo costantemente nel limbo, aggrappati alla paura.
Senza avvederci che le cose accadono, istante dopo istante, sotto i nostri occhi e nel nostro cuore.
Ciò che avviene è la nostra storia, quella vera, viva, contingente. E ce la stiamo perdendo.
Evitiamo di guardarla, immaginando invece come dovrebbe essere, come la vorremmo o fantasticando su tutt’altro. La trasformiamo, rendendola già lettera morta.
Preferiamo costruire nella fantasia un’esistenza a nostra immagine e somiglianza piuttosto che vivere intensamente l’emozione che la vita ci sta offrendo. E da questa, imparare qualcosa.
Come se, in una sala cinematografica, invece di seguire attentamente il film in proiezione, rimanessimo incollati alla poltrona creando con la mente un altro film, in un’altra sala, in altra località, luogo, città, con altri compagni di viaggio.
Questo salto nel vuoto, che è il nostro viaggio, potrebbe essere indubbiamente più pieno e più intenso se riuscissimo ad immergerci, respirare, assaporare.
Non esiste un “rimedio”, una pillola per non soffrire, o una per non perdere ciò che più ci sta a cuore.
Si può soltanto tentare un cambio di percezione.
Esiste una pratica antica e pur sempre valida anche ai giorni nostri: la meditazione.
Non come rifugio, evasione o fuga dalla realtà bensì per imparare ad assaggiare quel “vuoto”, ad immergersi senza paura.
La meditazione, soprattutto se è costante, quotidiana, lascia un’impronta nella nostra mente che continua a “vibrare” nell’arco di tutta la giornata. E’ l’impronta dell’adesso. L’impronta del presente, del profumo dell’aria, della bellezza di una giornata di sole o di un temporale, del volto sereno di un bambino, della carezza della persona che amiamo. E’ la sublime bellezza di sentirsi vivi, in ogni santo momento del tempo che abbiamo a disposizione.

Di Valeria Cianciolo - Praticante Yoga e Meditazione


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